![]() Come l’acqua e il porfido hanno scolpito il paesaggio più alieno della Val di Cembra Se camminando nei boschi del Trentino vi imbatteste in colonne di terra alte 20 metri con un enorme masso appoggiato sulla cima, potreste pensare a un'opera di land-art o al passaggio di una civiltà perduta. Invece, le Piramidi di Terra di Segonzano sono il risultato di un "incidente" geologico perfetto, iniziato oltre 50.000 anni fa.
La ricetta del miracolo geologicoTutto ebbe inizio con il ritiro dei ghiacciai dell'Avisio, che lasciarono dietro di sé enormi depositi di morrena: un mix caotico di terra, argilla e sassi. Ma perché non è venuto giù tutto alla prima pioggia? Il segreto sta nel "cappello".
Un equilibrio precario (e temporaneo)Le piramidi sono strutture vive e, paradossalmente, destinate a morire. Quando la colonna diventa troppo sottile e non riesce più a reggere il peso del masso, il "cappello" cade. Senza protezione, la piramide di terra si sgretola rapidamente sotto le intemperie, scomparendo nel giro di pochi anni. Ma il ciclo non si ferma: l'erosione continua a scavare il pendio, portando alla luce nuovi massi e dando vita a nuove piramidi. Le forme del mito: "Omini" e "Canne d'organo"Il sito di Segonzano è diviso in vari gruppi, ognuno con caratteristiche uniche che hanno alimentato il folklore locale:
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Le Piramidi di Segonzano: le sentinelle di pietra che sfidano la gravità
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