![]() Un bilancio in rosso, che coinvolge anche il Trentino con una richiesta di 20 milioni di euro Il trionfante racconto delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, progettate come una vetrina internazionale per l'Italia e simbolo di progresso e sviluppo, si scontra con i numeri impietosi di un deficit previsionale che ammonta a 310 milioni di euro. La stima del buco finanziario, che deriva per 230 milioni da costi maggiori e per 80 milioni da entrate inferiori a quanto previsto, getta un'ombra sulla gestione dell’evento e solleva preoccupazioni per le finanze pubbliche. La conclusione del bilancio definitivo, prevista per il 31 dicembre 2026, segnerà se le previsioni si confermeranno, ma se così fosse, il costo della gestione dell’Olimpiade ricadrà direttamente sulle spalle dei soci pubblici: Stato, Regioni, Province autonome e Comuni coinvolti. Un conto che, come accaduto in passato, rischia di gravare sui territori e sui cittadini. In particolare, il Trentino, che aveva aderito con entusiasmo al progetto, dovrà fronteggiare una richiesta di 20 milioni di euro. A denunciarlo è Lucia Coppola, consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra in Provincia di Trento, che sottolinea come l’intero sistema di gestione stia scaricando sui territori i rischi economici e ambientali legati a un progetto che, pur con un valore infrastrutturale stimato in circa 3 miliardi di euro, non ha ancora chiarito quali saranno i veri costi e benefici a lungo termine. Coppola ha dichiarato: "Il Trentino sarà chiamato a pagare 20 milioni di euro. È un deficit insostenibile e preoccupante, soprattutto considerando che si parla di un evento sportivo che dovrebbe rappresentare un’opportunità di crescita. In realtà, i rischi economici e ambientali sembrano non essere stati adeguatamente considerati". La consigliera ha poi messo in discussione l'intero modello di gestione, evidenziando come la valutazione degli impatti economici e ambientali di un evento come le Olimpiadi sia tutt’altro che immediata. "Per capire quale sarà l’impatto vero e proprio di queste Olimpiadi 'sostenibili' dovremo aspettare anni", ha continuato Coppola. "È ancora troppo presto per sapere cosa resterà davvero sul territorio, soprattutto in termini di opere realizzate e del loro impatto a lungo termine". Coppola ha infine sottolineato la necessità di un cambio di passo nella gestione dei grandi eventi, esortando alla maggiore trasparenza, responsabilità e a una valutazione rigorosa dei benefici per i territori. "Il rischio è che, dietro le luci delle Olimpiadi, resti soprattutto il conto da pagare", ha concluso la consigliera, lasciando aperte importanti domande sul futuro del progetto e sulla sua effettiva sostenibilità. |
Il sogno delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina si scontra con la realtà economica: 310 milioni di deficit
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