![]() Iter giudiziario complesso e a rischio prescrizione: la Corte d’Appello infligge 16 mesi a un ristoratore Si chiude dopo oltre un decennio una vicenda giudiziaria lunga e tortuosa, segnata da assoluzioni, ricorsi e nuovi processi. A Trento un ristoratore di 71 anni è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale lieve nei confronti di una sua ex dipendente. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d’Appello di Trento, al termine di un iter durato tredici anni e giunto a ridosso della prescrizione. I fatti contestati risalgono a quando la giovane, allora poco più che maggiorenne, lavorava come cameriera nel locale dell’imputato. Secondo l’accusa, sarebbe stata palpeggiata in due diverse occasioni. Fin dall’inizio, l’uomo ha respinto ogni addebito, sostenendo di non aver mai avuto comportamenti inappropriati nei confronti della dipendente. Una linea difensiva mantenuta costante nel corso dei vari gradi di giudizio. Il procedimento ha avuto un percorso particolarmente articolato. Nel 2014 il giudice per l’udienza preliminare aveva assolto l’imputato, ma la decisione era stata impugnata dalla Procura, portando a una prima condanna in appello nel 2016. Da lì, il ricorso alla Corte di Cassazione, che aveva annullato la sentenza rinviando il caso a un nuovo processo di secondo grado, celebrato a Bolzano. Uno dei nodi centrali del procedimento è stato rappresentato dalla testimonianza della presunta vittima, nel frattempo trasferitasi all’estero. Per raccoglierla, i giudici hanno disposto una rogatoria internazionale, ripetuta più volte anche per garantire il pieno contraddittorio tra le parti. La donna, oggi trentunenne, non si è mai costituita parte civile nel processo e non ha avanzato richieste di risarcimento. La sua deposizione, tuttavia, è rimasta l’elemento principale su cui si è basata l’accusa. L’ultima parola è arrivata ora dalla Corte d’Appello di Trento, che ha confermato la responsabilità dell’imputato, chiudendo un caso che, per i tempi lunghi della giustizia, rischiava di estinguersi prima di una sentenza definitiva. |
Molestie alla dipendente: condanna dopo tredici anni
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