Uccisioni di lupi, appello al Quirinale: “Non sono casi isolati, serve una risposta forte delle istituzioni”

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L’associazione “Io non ho paura del lupo” scrive al Presidente della Repubblica dopo i nuovi episodi segnalati in diverse zone d’Italia

Nuovo allarme per la tutela dei lupi in Italia. L’associazione “Io non ho paura del lupo” ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo una serie di episodi ritenuti particolarmente gravi che, secondo quanto segnalato, si sono verificati in diverse regioni del Paese.

Nel documento si fa riferimento a quanto accaduto in Abruzzo, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove oltre 15 lupi sarebbero morti o coinvolti in un possibile caso di avvelenamento. In Toscana, invece, altri esemplari sarebbero stati uccisi e poi esposti in luoghi pubblici, con modalità descritte come provocatorie e intimidatorie.

Secondo l’associazione, non si tratterebbe di episodi isolati, ma di una situazione più ampia legata al bracconaggio, un fenomeno definito ancora diffuso e difficile da controllare, che include l’uso di veleni, trappole e armi da fuoco.

Nel Trentino, territorio citato come parte del contesto nazionale in cui si sviluppa il dibattito sulla convivenza con la fauna selvatica, cresce intanto l’attenzione sul tema della gestione della presenza del lupo e sui possibili conflitti con le attività locali.

Nella lettera al Capo dello Stato, l’associazione sottolinea anche come il recente cambiamento del livello di tutela del lupo a livello europeo, recepito in Italia, pur non autorizzando abbattimenti automatici, possa aver contribuito – secondo la loro lettura – a generare confusione e ad abbassare la percezione della necessità di protezione della specie.

Nel testo si parla inoltre di un clima sempre più teso attorno alla fauna selvatica, con il rischio che gli animali diventino bersaglio di ostilità o strumenti di scontro pubblico. L’associazione collega questi episodi a una più ampia contrapposizione tra diverse visioni del rapporto tra uomo e natura.

L’appello rivolto a Mattarella chiede un segnale istituzionale chiaro contro ogni forma di violenza nei confronti della fauna e delle aree protette. La tutela dell’ambiente viene definita un impegno previsto anche dai principi costituzionali, con riferimento alla responsabilità verso le future generazioni.

L’associazione annuncia infine di essere al lavoro per presentare le denunce relative ai casi segnalati e ribadisce il proprio impegno sul territorio per favorire la convivenza tra attività umane e presenza del lupo.