Due lupi trovati morti in Trentino: tra sospetti di avvelenamento e timori di bracconaggio

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Due ritrovamenti in Primiero e nelle Giudicarie sollevano dubbi, richieste di indagini rapide e rigorose



UN ALLARME CHE NON PUÒ ESSERE IGNORATO
Due lupi ritrovati senza vita in poche giornate e in due aree diverse del Trentino accendono un campanello d’allarme: San Martino di Castrozza, nel Primiero, e Vigo Lomaso, nelle Giudicarie. I due casi, pur distinti, presentano elementi che impongono chiarezza e verifiche urgenti. L’Enpa del Trentino parla apertamente di possibili cause non naturali, evocando scenari che vanno dall’avvelenamento al bracconaggio, fenomeni già noti in altre regioni italiane.

I FATTI: LUOGO, TEMPI E INDIZI RILEVANTI
Il primo ritrovamento risale a metà aprile a San Martino di Castrozza. Accanto alla carcassa è stato trovato un boccone sospetto e sul corpo sono stati osservati segni di rigurgito, indizi che suggeriscono un possibile avvelenamento. Pochi giorni dopo, a Vigo Lomaso, nelle Giudicarie, è stato rinvenuto un secondo esemplare morto. Non sono ancora disponibili cause ufficiali della morte per entrambi i casi: gli accertamenti sono in corso.

CONNESSIONI LOCALI: ATTACCO AL BESTIAME E RECINZIONI MALFUNZIONANTI
A Vigo Lomaso il ritrovamento temporale è avvenuto a breve distanza da un episodio di predazione su un gregge nelle vicinanze di Comano Terme, attribuito a un branco stabile nella zona. In quella circostanza il recinto elettrificato non avrebbe funzionato: un dettaglio che aggiunge complessità alla ricostruzione dei fatti e solleva domande sul livello di convivenza tra agricoltori e grandi carnivori, nonché sulla gestione preventiva del rischio.

IL SOSPETTO DEL VELENO E IL RISCHIO DI BRACCONAGGIO
L’Enpa del Trentino ritiene che non si possa escludere l’intervento umano e richiama l’attenzione su una possibile recrudescenza del bracconaggio. L’uso di esche avvelenate per eliminare predatori è una pratica che, oltre a uccidere specie protette, rappresenta un pericolo per altri animali e per gli esseri umani. I segni di rigurgito e la presenza di bocconi sospetti rafforzano la necessità di analisi tossicologiche precise.

UN CLIMA SOCIALE SEMPRE PIÙ TESO
Accanto agli aspetti tecnici e alle indagini, pesa anche il contesto sociale: commenti violenti e inviti alla “rimozione” dei grandi carnivori circolano sui social, alimentando un clima di ostilità che può favorire azioni illegali. L’Enpa mette in guardia: la retorica della semplice eliminazione non solo è eticamente e legalmente inaccettabile, ma può portare a conseguenze ambientali e di sicurezza pubblica difficili da valutare.

COSA CHIEDONO LE ASSOCIAZIONI E QUALI PASSI ATTENDERSI
Le associazioni animaliste chiedono risposte rapide e trasparenti dagli organi competenti. Se le indagini dovessero accertare responsabilità umane, Enpa sollecita indagini approfondite per identificare e perseguire i responsabili. La richiesta è chiara: chi commette atti di avvelenamento o bracconaggio non danneggia soltanto una singola specie, ma compromette l’equilibrio dell’ecosistema e mette a rischio anche la collettività.