![]() Incastrati dal visore termico e dalle telecamere Un furto da oltre 650mila euro alla malga di Romeno, in Val di Non, ha portato all'arresto di due uomini, padre e figlio, accusati di aver messo a segno un colpo che ha sconvolto la tranquillità della zona. La Procura di Trento ha chiesto il giudizio immediato per P. H., 59 anni, e il figlio R. H., 33 anni, entrambi residenti sulla sponda bresciana del lago di Garda, arrestati lo scorso 3 aprile con l'accusa di furto aggravato. Secondo le indagini condotte dal pubblico ministero Davide Ognibene, i due malviventi avrebbero raggiunto la malga a bordo di un'Audi con targa clonata nella notte tra il 12 e il 13 aprile 2025. Dopo aver sfondato una finestra, i ladri si sono introdotti nell’abitazione dei gestori del rifugio, Roberto Covi e Cristina Francisi, rubando una somma ingente di denaro, oltre a un visore termico da caccia e una serie di medaglie d'oro vinti dai proprietari. Il furto è stato realizzato nei pochi giorni in cui i malgari si trovavano in vacanza, il che ha fatto sospettare che i ladri fossero stati informati in anticipo sul momento in cui sarebbe avvenuto il colpo. Tra i beni rubati, il denaro era stato nascosto in alcune scatole di scarpe e, purtroppo, i carabinieri non sono riusciti a recuperare la totalità della refurtiva, dato che la somma rubata era ben più alta di quella rinvenuta durante le perquisizioni. La svolta nelle indagini è arrivata grazie al recupero di parte del bottino, tra cui il visore termico utilizzato dai malgari durante le battute di caccia. Il ritrovamento di altri oggetti appartenenti alle vittime e la somma di 3.500 euro hanno portato i carabinieri a concludere che padre e figlio fossero i responsabili del furto. Tuttavia, la cifra rubata, 650mila euro, sembra essere andata perduta. Le indagini, che sono durate quasi un anno, sono state rese possibili grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza. I carabinieri hanno rintracciato l'Audi con la targa clonata e, incrociando i dati e le immagini delle telecamere, sono riusciti a identificare il veicolo e a risalire ai proprietari, due uomini di Brescia che avevano preso in prestito l'auto da un altro uomo di Torino. Le intercettazioni telefoniche hanno poi permesso di raccogliere ulteriori prove a carico dei due arrestati. L’indagine ha messo in evidenza anche alcuni precedenti penali per padre e figlio, che erano già coinvolti in altri furti in abitazione, principalmente nel Friuli Venezia Giulia, con un modus operandi che includeva il targeting di case di persone facoltose, spesso utilizzando auto sportive per la fuga. |
Furto alla Malga di Romeno: arrestati padre e figlio, rubato un bottino da 650mila euro
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