![]() Dal segreto dietro la scelta della data al legame millenario con Venezia Ogni anno, il 25 aprile, le piazze italiane si riempiono di bandiere e canti partigiani. È il giorno in cui l'Italia celebra la fine dell'occupazione nazifascista, ma la genesi di questa festa e le sue curiosità spaziano dalla strategia militare alla botanica romantica. Ecco cinque curiosità che forse non sapevi su questa giornata: 1. Perché proprio il 25 aprile? Nonostante la guerra non finì tecnicamente in quel momento (le truppe tedesche si arresero ufficialmente in Italia solo il 2 maggio), il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) scelse questa data perché coincise con l'inizio dell'insurrezione generale. Fu il giorno in cui venne proclamato via radio l'ordine "Arrendersi o perire", dando il via alla liberazione di Milano e Torino. 2. Il "Bòcolo" di Venezia: Un fiore per amore Mentre il resto d'Italia festeggia la Liberazione, a Venezia si celebra il patrono della città, San Marco. In questa occasione vive una tradizione dolcissima: gli uomini regalano un bòcolo (un bocciolo di rosa rossa) alla donna che amano. La leggenda narra di un giovane trovatore morto in guerra il cui sangue colorò una rosa bianca, consegnata poi alla sua amata proprio il 25 aprile. 3. Una festa "provvisoria" diventata eterna La decisione di rendere il 25 aprile festa nazionale non fu immediata. Fu il governo guidato da Alcide De Gasperi a proporla nel 1946 con un decreto legislativo luogotenenziale, ma inizialmente era valida solo per quell'anno. Divenne una ricorrenza stabile e ufficiale solo nel 1949, grazie alla legge n. 260. 4. "Bella Ciao" non era l'inno di tutti Sorprendentemente, durante la Resistenza, Bella Ciao non era la canzone più cantata. Molti partigiani intonavano brani come Fischia il vento o canti legati alle tradizioni locali. Bella Ciao divenne l'inno universale della Resistenza solo dopo la fine della guerra, grazie alla sua melodia trascinante e a un testo che non citava riferimenti politici o religiosi specifici, unendo così tutti i combattenti. 5. Il legame con la radio La radio fu la vera protagonista del 25 aprile 1945. Fu attraverso i microfoni della radio che Sandro Pertini (futuro Presidente della Repubblica) chiamò il popolo allo sciopero generale e all'insurrezione. La voce della radio divenne il segnale fisico che il vento era cambiato e che la libertà era finalmente a portata di mano. |
Il 25 aprile: 5 curiosità su questa giornata
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