![]() Efficient Building sotto accusa: atti nulli, regole aggirate e un sistema finito ora sotto la lente della Corte dei Conti Un appalto da 40 milioni di euro cancellato con un colpo di spugna istituzionale, ma soprattutto con una motivazione pesantissima: «gravi profili di invalidità». Non è solo una bocciatura tecnica, è la fotografia di un meccanismo che si incrina dopo anni di gestione opaca e scelte oggi finite sotto la lente della magistratura contabile. Non è una semplice anomalia amministrativa, ma il fallimento di un intero impianto decisionale. L’appalto da 40 milioni legato al superbonus nei comuni campani di Laviano, Calabritto e Lioni viene annullato con una motivazione che non lascia spazio a interpretazioni: «gravi profili di invalidità». Tradotto: procedure fuori controllo, norme ignorate e un equilibrio tra pubblico e privato completamente saltato. Al centro della vicenda c’è l’affidamento alla trentina Efficient Building, partecipata da Seac, per un progetto che nel suo complesso vale circa 200 milioni di euro. Un’operazione ambiziosa, costruita sulla promessa di riqualificazione energetica e sviluppo locale, ma che già nel 2023 aveva iniziato a mostrare segnali preoccupanti: crediti fiscali bloccati, cantieri fermi, tensioni crescenti tra amministrazioni e soggetti attuatori. Un campanello d’allarme rimasto, nei fatti, inascoltato. A mettere nero su bianco il disastro è oggi il commissario prefettizio di Laviano, Roberto Amentea. Il suo provvedimento è un atto d’accusa durissimo: violazione di norme imperative, difetto assoluto di competenza, oggetto contrattuale indeterminato e perfino illecito, oltre alla violazione sistematica dei principi che regolano i contratti pubblici. Non si tratta di errori marginali, ma di vizi strutturali che rendono nullo l’intero impianto. Il nodo più grave riguarda l’affidamento diretto dei lavori, senza gara e senza una reale verifica dei requisiti. Una scelta che di fatto ha aggirato le regole della concorrenza, escludendo qualsiasi confronto e trasformando un intervento pubblico in un’operazione gestita in modo opaco. Ancora più pesante è l’assenza di un rapporto giuridico chiaro tra il Comune e Seac: un vuoto che mina alla base la legittimità dell’intera operazione. Ora gli atti finiscono alla Corte dei Conti. Non è un passaggio formale, ma il segnale che la questione potrebbe avere conseguenze ben più ampie, anche sul piano delle responsabilità erariali. Perché qui non si parla solo di procedure sbagliate, ma di risorse pubbliche gestite senza le necessarie garanzie. Nel frattempo, sul territorio, resta il conto. A Laviano i progetti sono sostanzialmente azzerati, mentre a Calabritto cresce la pressione politica per fare chiarezza. Promesse di sviluppo e investimenti si trasformano in cantieri incompiuti e opportunità perse. E soprattutto emerge una domanda inevitabile: com’è stato possibile arrivare fino a questo punto senza che nessuno intervenisse prima? Il caso Seac–Efficient Building rischia di diventare emblematico non solo delle distorsioni legate al superbonus, ma anche di un problema ancora più serio: quando operazioni così controverse coinvolgono realtà strutturate e riconosciute, il danno non è solo economico, ma anche istituzionale. Perché se anche soggetti considerati solidi e autorevoli finiscono dentro procedure segnate da opacità, forzature e violazioni, viene meno un presupposto fondamentale: la fiducia nel sistema. È questo il punto più grave. Non si tratta più soltanto di un appalto finito male, ma del segnale che controlli deboli, scorciatoie procedurali e intrecci poco trasparenti possono insinuarsi anche dove dovrebbero esserci garanzie più forti. Mentre la politica e gli enti dovranno spiegare cosa non ha funzionato, una certezza emerge già: questo non è stato un incidente, ma il risultato di scelte che oggi presentano il conto. |
Seac, appalto da 40 milioni annullato sotto il peso delle irregolarità
Read Seac, appalto da 40 milioni annullato sotto il peso delle irregolarità on Trentino24
