A Trento inaugurata la nuova “Casa dell’acqua” in piazza Fiera: erogazione gratuita di naturale e frizzante nel segno dell'ambiente

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Il distributore, collegato all’acquedotto e dotato di filtri e sistemi di igienizzazione, promette acqua gratis per residenti, studenti e turisti; ma in città si apre il confronto con i commercianti che temono effetti sulle vendite di bottigliette

Grande successo a Trento per la nuova Casa dell'Acqua in piazza Fiera. L’impianto, che consente di prelevare gratuitamente acqua naturale e frizzante direttamente dalla rete idrica, è stato inaugurato dal sindaco, che ha sottolineato con tono informale il carattere condiviso dell’iniziativa, riconoscendo il ruolo di chi ne aveva sostenuto la proposta in consiglio comunale.

Il progetto è stato infatti promosso da un consigliere di Fratelli d’Italia, che da anni spinge per l’installazione di distributori pubblici collegati all’acquedotto. L’idea è quella di offrire un servizio gratuito a residenti, studenti e turisti, riducendo l’uso delle bottigliette di plastica.

Secondo il promotore, questa prima installazione potrebbe essere solo l’inizio di una rete più ampia di punti di distribuzione, anche se dal Comune arrivano per ora posizioni più prudenti: non sono previste nuove installazioni immediate e la struttura è stata collocata in una zona strategica della città, frequentata e vicina a diversi istituti scolastici.

Il servizio non prevede alcun costo per chi riempie la borraccia, con la possibilità di scegliere tra acqua naturale e frizzante. Dietro la semplicità dell’utilizzo, però, c’è una struttura tecnologica che prevede filtri a carbone attivo, sistemi di pulizia e igienizzazione del punto di erogazione e illuminazione a led con sensori.

Il costo complessivo dell’impianto per il 2026 è stimato in 35 mila euro, tra acquisto, installazione e gestione iniziale, mentre dal 2027 la manutenzione ordinaria sarà pari a circa 6 mila euro l’anno.

Sul fronte ambientale, l’iniziativa viene letta come un possibile contributo alla riduzione della plastica monouso. L’obiettivo dichiarato è quello di diminuire il consumo di bottigliette, favorendo un accesso più diretto all’acqua pubblica.

La realizzazione è stata affidata a un’azienda con sede a Rovereto, che da anni opera nel settore delle cosiddette “Case dell’acqua” in Italia. Secondo quanto riferito, queste installazioni sono ormai diffuse in migliaia di comuni e hanno progressivamente cambiato funzione: nate per migliorare la qualità dell’acqua in alcune zone, oggi vengono viste anche come strumento di sensibilizzazione ambientale.

Non mancano però le criticità. Le associazioni di categoria dei baristi hanno segnalato possibili ricadute sulle vendite di acqua in bottiglia, parlando di una forma di concorrenza difficile in un momento già delicato per il settore.

Dal Comune la risposta è stata più cauta, ridimensionando le preoccupazioni e sottolineando come la questione non rappresenti una priorità rispetto ad altre esigenze cittadine.

Secondo il promotore dell’iniziativa, invece, l’impatto sui consumi dei bar sarebbe limitato, perché l’utilizzo della Casa dell’acqua andrebbe a sostituire soprattutto piccoli acquisti già sporadici.