![]() Madonna di Campiglio: dovrà versare 6mila euro al sindacato trentino dopo un post e alcune interviste ritenute discriminatorie Niente comunisti, poca simpatia per chi rivendica diritti sindacali e nessun lavoratore con un orientamento sessuale non gradito. Era questo il profilo indicato dallo chef Paolo Cappuccio per entrare nella sua squadra di cucina in un hotel di Madonna di Campiglio, in Trentino. Una presa di posizione che è finita in tribunale e si è conclusa con una condanna per comportamento discriminatorio. Il Tribunale di Trento ha infatti stabilito che quelle indicazioni, diffuse con un post sui social e poi ribadite in alcune interviste a media nazionali, violano i principi di uguaglianza sul lavoro. I fatti risalgono al 4 luglio dello scorso anno, quando lo chef pubblicò sul proprio profilo Facebook i requisiti per candidarsi come cuoco o pasticcere in vista della stagione invernale. A presentare ricorso è stata la Cgil del Trentino, che ha portato il caso davanti al giudice. La sentenza, firmata da Giuseppina Passarelli, è stata definita tra le poche in Italia su episodi di questo tipo. Il tribunale ha riconosciuto il carattere discriminatorio delle dichiarazioni e ha condannato Cappuccio a risarcire il sindacato con 6mila euro, oltre al pagamento delle spese legali. Non solo: è stato disposto anche che la decisione venga resa pubblica su un quotidiano nazionale, per dare massima diffusione al provvedimento. |
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