Trento, Riccardo Velasco nominato nuovo direttore generale della Fondazione Edmund Mach

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La scelta del Cda premia l’esperienza e la visione internazionale del nuovo leader che subentrerà a Maurizio Bottura dal 1° giugno

Riccardo Velasco è stato ufficialmente nominato nuovo direttore generale della Fondazione Edmund Mach a Trento, un ruolo che ricoprirà a partire dal 1° giugno 2026. La decisione è stata presa oggi dal Consiglio di Amministrazione dell'ente, che ha scelto Velasco tra tre candidati di alto profilo selezionati da una commissione composta da esperti del settore. La nomina avviene dopo un lungo processo di valutazione che ha visto l’analisi di ben 42 candidature in risposta al bando pubblicato lo scorso anno.

Velasco succederà a Maurizio Bottura, attuale direttore generale sostituto, che ha guidato l’ente durante la fase transitoria. Bottura continuerà a ricoprire il suo incarico fino al 31 maggio, per poi passare il testimone al nuovo direttore.

La Visione di Velasco per la Fondazione Edmund Mach

Il direttore generale ha il compito di garantire l’esecuzione degli indirizzi e delle delibere adottate dal Consiglio di Amministrazione, supervisionando le attività dell’ente e assicurando il raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

Chi è Riccardo Velasco

Velasco, laureato in Scienze Agrarie all’Università di Firenze nel 1990, ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Biologia Molecolare all’Università di Colonia nel 1995. Dopo una lunga esperienza in Germania, è tornato in Italia per assumere il ruolo di Direttore del Dipartimento di Genomica e Biologia delle Piante presso la Fondazione Edmund Mach, dove ha lavorato dal 1999 al 2017. Successivamente, ha ricoperto il ruolo di Direttore del Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria), gestendo un ampio network di sedi in tutta Italia.

Velasco ha pubblicato oltre 150 articoli scientifici e capitoli di libro in genetica, genomica e biologia delle piante, con particolare focus sul miglioramento genetico di specie da frutto come la vite, il melo e altre piante coltivate. I suoi progetti di genomica applicata sono stati pionieristici, in particolare per quanto riguarda il miglioramento genetico nella vite e nel melo, contribuendo significativamente all’innovazione nel campo della biotecnologia agraria.