Pergine Valsugana revoca la cittadinanza onoraria a Mussolini

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Il Consiglio comunale cancella il provvedimento risalente al Ventennio con una votazione a scrutinio segreto

Il Comune di Pergine Valsugana ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, cancellando così un atto simbolico risalente al periodo fascista. La decisione, che segna un importante passaggio nella revisione storica del rapporto tra il territorio e il regime, è stata presa ieri sera, martedì 28 aprile, con una votazione a scrutinio segreto. Su 21 consiglieri presenti, 17 hanno votato a favore della revoca, mentre 4 si sono opposti.

La proposta di revoca era stata avanzata dai consiglieri Giuseppe Facchini (Alleanza Verdi Sinistra), Alberto Frisanco (Campobase) e Mirko Casagrande Zampedri (Partito Democratico). Nonostante qualche divergenza all'interno della maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Morelli, il provvedimento è stato approvato, segnando un segno di discontinuità rispetto al passato.

La decisione non è stata unanime, come nel caso di Riva del Garda, dove la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini era stata approvata senza opposizioni. Tuttavia, a Pergine, il dibattito ha portato a una votazione con un discreto scarto, riflettendo diverse sensibilità politiche e storiche in gioco.

Nel presentare la proposta, i consiglieri hanno sottolineato i legami tra il fascismo e gli eventi tragici che segnarono la storia del Trentino, come la reclusione di Ida Dalser, la prima moglie di Mussolini, nel manicomio di Pergine, e l'occupazione del palazzo della Provincia da parte dei fascisti nel 1922. Sono stati inoltre ricordati gli episodi di repressione durante l’occupazione nazista nel 1943, che ebbero ripercussioni su tutta la regione.

La cittadinanza onoraria a Mussolini era stata conferita il 24 maggio 1924, quando il regime fascista era ormai consolidato, e approvata all'unanimità dal Consiglio comunale dell'epoca. La revoca di questo atto si inserisce in un contesto più ampio di revisione delle onorificenze fasciste, anche in seguito alle indicazioni emerse a livello regionale in Trentino-Alto Adige.

Con questa decisione, Pergine Valsugana si allinea con un crescente movimento di revisione storica e di superamento dei simboli legati al fascismo, contribuendo a una riflessione collettiva sulla memoria storica e sull'eredità del Ventennio.