Sanbàpolis sold out per la finale dell’Ateneo dei Racconti: premi e vincitori della quindicesima edizione

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Tre serate tutte esaurite al teatro Sanbàpolis per il progetto di Opera Universitaria, Centro Servizi Culturali Santa Chiara e ATU: grande partecipazione e record di pubblico per l’edizione 2026

Si è chiusa tra gli applausi la quindicesima edizione de L’Ateneo dei Racconti, iniziativa promossa da Opera Universitaria in collaborazione con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara e l’Associazione teatrale ATU, che anche quest’anno ha confermato il proprio ruolo di punto di riferimento per la comunità studentesca.

Le tre serate ospitate al teatro Sanbàpolis, nelle date del 14, 21 e 28 aprile, hanno fatto registrare il tutto esaurito, segnando un nuovo traguardo in termini di partecipazione e interesse verso un format che trasforma la scrittura in spettacolo dal vivo.

Delle dieci opere in concorso, quattro hanno conquistato l’accesso alla serata finale: La maniglia rossa di Emma Sueri, Domani mi sveglio e metto tutto a posto di Riccardo Comper, Una stanza vuota di Alessia Angelini e Merenda di Andrea Zaniboni e Francesca Zucchini. Proprio queste storie hanno animato una finale intensa, in cui testo e performance si sono fusi in modo efficace sul palco.

A emergere con decisione è stato Riccardo Comper, il cui lavoro Domani mi sveglio e metto tutto a posto ha convinto sia la giuria critica per la performance sia la giuria letteraria studentesca, oltre a ottenere il favore della giuria popolare presente in sala.

Sul piano letterario, la giuria ha invece assegnato il premio a Il secondo caruso di Teresa Friscia, apprezzandone la solidità narrativa e la capacità di raccontare con sensibilità crescita personale, legami familiari e scorrere del tempo.

Non sono mancate le menzioni speciali: riconoscimento all’idea ironica e sorprendente di Da cane a Cannes di Vincenzo Rubino, alla presenza scenica di Camilla Rugolotto in Fuochi d’artificio e alla struttura solida e coinvolgente de Il secondo caruso.

La serata finale ha così messo in luce un intreccio di linguaggi artistici diversi, tra teatro, musica, danza, video ed effetti scenici, valorizzati dal lavoro dei professionisti coinvolti e dall’impegno dell’associazione studentesca ATU.

Come racconta Lorenzo Caviglia, presidente dell’Associazione Teatrale Universitaria, “L'edizione appena conclusa conferma un'idea che attraversa il progetto fin dall'inizio, cioè che la creatività non sta dentro le persone, ma tra di loro. E l’Ateneo dei Racconti vive proprio in questo spazio: quando un racconto, scritto in solitudine, diventa lavoro di gruppo. Un processo che ogni anno sorprende anche chi lo organizza".

A chiudere l’edizione anche le parole del direttore di Opera Universitaria Gianni Voltolini, che ha portato i saluti dell’ente ai partecipanti: “Vedere il nostro teatro così gremito di giovani è per noi un motivo di grande orgoglio, a dimostrazione che la nostra idea di diritto allo studio, ampia e inclusiva, che comprende anche la cultura e lo sport come elementi centrali per la costruzione di una comunità studentesca partecipe e coinvolta, è stata una scommessa vincente”.

La quindicesima edizione si conclude quindi con un bilancio positivo, confermando L’Ateneo dei Racconti come spazio creativo in crescita, capace di valorizzare nuove voci e giovani talenti attraverso l’incontro tra scrittura e scena.