![]() Dall’indagine della Commissione femminicidio, approvata all’unanimità, emergono criticità tecniche e organizzative sul funzionamento dei dispositivi: l'Onorevole Sara Ferrari insiste sulla necessità di monitoraggio continuo In Parlamento è stata approvata la relazione finale dell’indagine conoscitiva sul funzionamento dei braccialetti elettronici, uno degli strumenti utilizzati per la tutela delle donne vittime di violenza. Un passaggio che arriva all’unanimità dalla Commissione femminicidio e che apre ora alla fase delle correzioni operative. Tra gli autori della relazione anche la capogruppo del Partito Democratico in Commissione, la trentina Sara Ferrari, che sottolinea come il testo contenga indicazioni considerate fondamentali per rafforzare la sicurezza delle vittime. Il Pd ha contribuito alla stesura con emendamenti poi recepiti, ottenendo in particolare un ruolo di monitoraggio costante da parte della Commissione sul superamento delle criticità emerse. L’obiettivo è evitare che le problematiche già riscontrate possano indebolire l’efficacia dell’intero sistema di controllo, soprattutto nei casi più gravi in cui, nonostante l’utilizzo del dispositivo, si sono verificati femminicidi tentati o consumati. L’indagine nasce anche in seguito a episodi di cronaca legati a malfunzionamenti o inefficienze del sistema. Il lavoro svolto ha messo in evidenza un quadro dettagliato ma anche problematico, tra limiti tecnologici, difficoltà operative e carenze organizzative. Tra le criticità segnalate figurano la disponibilità insufficiente dei dispositivi, tempi di attivazione non sempre compatibili con le esigenze di sicurezza, problemi tecnici e di gestione delle centrali operative, oltre alla mancanza di linee guida uniformi su tutto il territorio nazionale. Segnalato anche il rischio di un utilizzo non sempre adeguato dello strumento in contesti ad alta pericolosità. Nonostante alcuni interventi correttivi già avviati, la Commissione indica la necessità di almeno sedici misure operative: dalla formazione di magistrati e personale tecnico, fino al miglioramento dei sistemi di geolocalizzazione, alla gestione dei falsi allarmi, all’introduzione di zone di pre-allerta e a una sala operativa centralizzata. Il Pd, insieme alle altre firmatarie e firmatari della relazione, ribadisce che il sistema può funzionare solo se reso realmente efficiente, tempestivo e uniforme, evitando che le falle tecniche o organizzative possano tradursi in un rischio concreto per la vita delle donne. |
Braccialetti elettronici contro la violenza sulle donne, via libera in Parlamento alla relazione finale: il Pd chiede più controlli e sicurezza
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