Ciclo dei rifiuti: il Tavolo no inceneritore chiede all'Egato di considerare nullo il documento della Provincia

Read Ciclo dei rifiuti: il Tavolo no inceneritore chiede all'Egato di considerare nullo il documento della Provincia on Trentino24

Le associazioni criticano il metodo, secondo loro la Giunta provinciale avrebbe imposto la scelta dell'inceneritore

Egato: ente gestore del ciclo dei rifiuti fra comuni, Provincia e Comunità di valle: le 18 associazioni del Tavolo No Inceneritore e per per il ciclo integrato dei rifiuti hanno chiare le premesse del lavoro che dovrebbe svolgere e hanno presentato alcune richieste.

Pietro Zanotti, coordinatore del Tavolo, dice alla nostra redazione, ai margini della conferenza stampa di presentazione a Trento dell’ultimo documento del gruppo: “L’Egato come strumento, noi lo condividiamo, non lo condividiamo in questo modo, cioè volendo portare in maniera autoritaria sul tavolo le scelte già fatte, già preconfezionate. L’Egato è un ente che si propone di governare in maniera associata tra comuni, provincia e comunità di valle, il tema della gestione dei rifiuti e non un organo di governo della provincia, ma di tutti i comuni e le associazioni e i cittadini".

La giunta provinciale – hanno spiegato ancora una volta le associazioni - bypassa completamente l'ipotesi di ricorrere al trattamento meccanico biologico.

“ Questo è un problema, perché - come abbiamo dimostrato- il l'inceneritore è più costoso di un trattamento meccanico biologico. Al di là dei danni sanitari - che sono enormemente più alti per l'inceneritore - il trattamento meccanico biologico è anche più economico”. E il ciclo, ricordano le associazioni, non sarebbe chiuso: a valle di un inceneritore rimarrebbero comunque tonnellate di ceneri speciali da smaltire.

Ecco dunque le proposte per questa fase:

“Innanzitutto proponiamo che il documento che è stato prodotto dalla provincia venga considerato nullo – annota Zanotti - è estremamente carente dal punto di vista scientifico ed è un atto che non identifica una scelta dell’Egato, ma semplicemente della provincia. Secondariamente chiediamo di aprire un tavolo tecnico all'interno del quale prevedere la presenza delle associazioni ambientaliste, delle associazioni dei consumatori e della componente sindacale, cioè la società civile. La società civile deve dire nei momenti importanti il proprio parere. Questo è un tema fondamentale”.

I lavoratori – spiega il referente del Tavolo - sarebbero toccati dall'attivazione dell’Egato. Che infatti avrà il compito di definire le risorse umane di tutto il comparto rifiuti.

“Quindi se in un comune abbiamo due soggetti che si occupano di rifiuti, e l’Egato dovesse dire “ ne basta uno solo” l'altro che fine fa? Quei lavoratori che fine fanno? Quindi è un tema che era già stato evidenziato dagli stessi segretari comunali, ha un carattere anche di natura sindacale. Stiamo giocando non solo con l'ambiente, ma anche con le persone”.

L'assessora Zanotelli dichiara che l'obiettivo è bruciare nell'inceneritore 100.000 tonnellate. I rifiuti solidi urbani però in Trentino annualmente prodotti ammontano a 47mila tonnellate annue, dunque l'assessora anticipa che si dovrebbero bruciare anche i rifiuti speciali. Le associazioni criticano fortemente questa ipotesi.

“Questo è assolutamente non condivisibile – commenta ancora Zanotti - perché dovremmo fare un inceneritore per trattare i fanghi di depurazione e il residuo della differenziata, hanno già i loro canali, che sono anche canali molto più virtuosi. Non vedo perché partire da un trattamento che non li brucia a un trattamento che li brucia e in ogni caso. I rifiuti speciali non devono pesare sulla tariffa dei cittadini”.