All’ospedale Santa Chiara di Trento una nuova frontiera della cardiochirurgia con interventi meno invasivi sulla valvola aortica

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Tecniche innovative permettono di operare il cuore attraverso piccoli accessi laterali, riducendo dolore, complicanze e tempi di ricovero, con dimissioni già dopo pochi giorni e un ritorno più rapido alla vita quotidiana

All’ospedale Santa Chiara di Trento si apre una nuova fase per la cura delle malattie della valvola aortica, grazie all’introduzione di interventi di cardiochirurgia meno invasivi che stanno cambiando il modo di operare il cuore.

La novità principale riguarda la possibilità di intervenire senza aprire completamente il torace: al posto del taglio tradizionale dello sterno, i chirurghi utilizzano un piccolo accesso laterale di pochi centimetri. Una tecnica che consente di sostituire o riparare la valvola del cuore riducendo il trauma dell’operazione e facilitando il recupero dei pazienti.

Secondo quanto riportato, sono già stati operati con successo e dimessi in circa 4-5 giorni i primi tre pazienti trattati con questo approccio. Le patologie della valvola aortica, come il suo restringimento o il malfunzionamento grave, possono infatti compromettere seriamente la salute del cuore e la qualità della vita, interessando non solo persone anziane ma anche pazienti più giovani.

Il nuovo metodo, già applicato in precedenza per altre valvole cardiache, è stato esteso anche alla valvola aortica dall’équipe di cardiochirurgia guidata da Francesco Onorati. Attraverso questo piccolo accesso laterale è possibile inserire valvole artificiali oppure intervenire per correggere difetti della struttura cardiaca.

Tra i vantaggi indicati ci sono una riduzione del dolore dopo l’operazione, meno necessità di trasfusioni e un recupero più veloce. Inoltre, viene sottolineato anche un ritorno più rapido alle attività quotidiane e una degenza più breve in ospedale.

Un ruolo importante è svolto anche dall’uso di protesi di nuova generazione che permettono di semplificare l’intervento e ridurre i tempi in cui il cuore deve essere fermato. Questo contribuisce a rendere l’operazione più rapida e a migliorare il flusso del sangue dopo la sostituzione della valvola.

Il risultato finale è frutto della collaborazione tra diverse figure professionali dell’ospedale, dai cardiochirurghi ai cardiologi, fino al personale infermieristico e ai tecnici specializzati, che seguono il paziente in tutte le fasi del percorso di cura.