![]() I sindacati smontano l’ottimismo sui dati Istat: precarietà, salari e casa diventano le vere emergenze economiche del territorio
I dati ISTAT 2025 usciti a marzo, relativi al Trentino, sono giudicati positivi da Provincia e sindacati. Facciamo il punto con CGIL, CISL, UIL sulle priorità per il lavoro su scala locale. Le tre sigle hanno ricordato, commentando i dati, che «l’obiettivo del sistema produttivo locale dovrebbe essere migliorare la qualità dei posti di lavoro riguardo a stabilità dei contratti ma anche a livelli retributivi e professionali, attraverso la crescita dimensionale delle imprese e la capacità di fare rete e investire sull’innovazione, mentre sul lato lavoratori bisogna garantire strumenti di tipo scandinavo per sostenere le transizioni. Il confronto sul piano industriale lanciato dalla giunta Fugatti deve dare risposte concrete, non si può temporeggiare». Il Piano industriale a cui si riferiscono è «Prospettiva Trentino 2040», presentato alle parti sociali ed economiche a fine febbraio. «Sotto dati pur positivi» dice il segretario CGIL, Andrea Grosselli «vediamo fenomeni in controluce, come il tasso di povertà che cresce o la difficoltà nell'incontro domanda-offerta: sono campanelli d'allarme; il lavoro cambia ma non a tutti permette una vita dignitosa fino in fondo». Serve — dice — ricercare «strumenti efficaci per ridurre le disuguaglianze contrattuali, legate a esternalizzazioni e aumento del lavoro povero». L’autonomia dovrebbe provare a estendere la regolamentazione degli appalti pubblici anche al settore privato. È più complicato, però ci sono leve come gli incentivi pubblici alle imprese. «Noi cerchiamo di vincolare le aziende ad applicare contratti corretti, senza scaricare costi su lavoratori di settori già più deboli. C’è una polarizzazione: da una parte aumenta la richiesta di lavoro “povero”, dall’altra si inizia a sostituire lavoro qualificato attraverso innovazione tecnologica e intelligenza artificiale. Dobbiamo trovare soluzioni per chi perde posizioni, senza fermare l’innovazione». «La casa è un tema essenziale per i lavoratori» — dice Walter Largher, segretario provinciale UIL — «secondo i dati IPAT da qui al 2040 in Trentino mancheranno 25.000 persone in età da lavoro. Arriveranno molti lavoratori da fuori: servono tanti alloggi a prezzi abbordabili. Noi chiediamo alla Provincia che venga posta sul tavolo una rapida messa a disposizione dei 1000 appartamenti, che ITEA sta ristrutturando ma con tempi ancora troppo lunghi». Per la UIL servono anche più fondi per rivitalizzare i centri minori e nelle valli con servizi adeguati, per non concentrare lavoratori e abitanti nei comuni principali. Mettere a terra l’accordo provinciale sui salari è la priorità per Michele Bezzi, segretario CISL Trentino. «Dobbiamo spingere sulla contrattazione territoriale — dice — sui salari e sulle condizioni di lavoro, anche per non perdere i giovani, che vanno all’estero e fuori regione, dove evidentemente sono più attrattivi. Un altro mio sogno sarebbe vedere realizzata in Trentino una certificazione territoriale delle competenze dei lavoratori». |
Lavoro in Trentino, i dati crescono ma aumentano povertà e precarietà
Read Lavoro in Trentino, i dati crescono ma aumentano povertà e precarietà on Trentino24
