![]() Dalla robotizzazione alle nuove competenze, la ricerca dell’Università di Trento: esposte non solo le mansioni ripetitive ma anche quelle qualificate
Come si trasforma il lavoro con l’intelligenza artificiale? Lo studia Benedetta Nussio, dottoranda in Sociologia-Ricerca Sociale all’Università di Trento. Studia come l’innovazione tecnologica trasformi mansioni, competenze richieste, organizzazione produttiva, disuguaglianze. “Analizzo – spiega – le conseguenze sul mercato del lavoro di robotizzazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale, senza cedere ad entusiasmo acritico né allarmismo. A differenza di altre innovazioni tecnologiche recenti, l’intelligenza artificiale riguarda soprattutto capacità legate ad elaborazione di idee e informazione: lettura, scrittura, ricerca di informazioni, soluzione di problemi, ragionamento, apprendimento. Sono più esposte professioni dirigenziali, tecniche, intellettuali ma cresce anche l’esposizione di lavori d’ufficio, vendita, alcune occupazioni a bassa qualifica. La domanda decisiva è: quali istituzioni governano la trasformazione data dalla quantità di tecnologia che entra nel lavoro? Concorrono all’esito organizzazione del lavoro, potere contrattuale, ruolo delle istituzioni. |
Lavoro e intelligenza artificiale: chi rischia davvero
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