Il Trentino tra autonomia e infrastrutture: la visione di Gottardi

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Bypass ferroviario, ambiente e scenari politici: “Serve un’autonomia dinamica e una coalizione più ampia per il futuro”

Autonomia differenziata, bypass ferroviario e futuri scenari politici: sono questi alcuni dei temi affrontati nella nostra intervista all’assessore all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette Mattia Gottardi.

L’autonomia del Trentino è ancora un modello forte o oggi rischia di essere messa in discussione anche alla luce delle riforme nazionali sull’autonomia differenziata?

L’Autonomia trentina non è un privilegio da difendere, ma un modello di responsabilità esportabile. L’autonomia differenziata non ci minaccia, anzi: conferma che il nostro sistema di autogoverno funziona e rappresenta un esempio in Italia. Non temiamo il livellamento al ribasso; al contrario, cogliamo questa fase storica per rivendicare nuove competenze per un’Autonomia dinamica, con l’ambizione di alzare ulteriormente l'asticella della nostra efficienza amministrativa.

Il bypass ferroviario di Trento continua a dividere opinione pubblica: come risponde alle preoccupazioni ambientali e sanitarie sollevate da cittadini e comitati?

Le preoccupazioni di cittadini e comitati sono legittime e hanno la nostra massima attenzione istituzionale. Tuttavia, il bypass resta un’opera strategica irrinunciabile: toglierà il traffico merci dal cuore della città e ci connetterà stabilmente ai grandi corridoi europei. La nostra risposta non è ideologica, ma fattuale: garantiamo un rigore assoluto nei monitoraggi e totale trasparenza, basandoci costantemente sui dati scientifici forniti da APPA a tutela della salute e del territorio.

Guardando avanti, il centrodestra trentino dovrà affrontare il “dopo Fugatti”: lei si vede tra i protagonisti di questa fase e con quale progetto politico?

Oggi la priorità assoluta è governare bene e dare risposte concrete ai trentini fino a fine mandato. Le basi per il "dopo" si pongono con la credibilità del lavoro di oggi. Come esponente civico e autonomista, credo che la nostra area politica potrà essere centrale e decisiva per il prossimo progetto di coalizione che a mio avviso dovrà avere come base quella esistente e potenzialmente allargarsi ad altre esperienze territoriali. Io mi impegno per rafforzare questo polo pragmatico, concreto e competente; i progetti e le visioni per il territorio vengono sempre prima dei nomi.

Nel prossimo ciclo politico il Trentino dovrà scegliere una direzione chiara: lei si candida a guidare questo percorso e, se sì, con quale idea di Trentino tra dieci anni?

Guardare al Trentino dei prossimi dieci anni richiede, prima di tutto, un profondo rispetto per la nostra terra e per chi la abita. Immagino un Trentino che usa la propria Autonomia come leva per innovare: un territorio ambientalmente ed energicamente sostenibile, che tutela le sue valli dallo spopolamento e che sa offrire opportunità reali ai nostri giovani, attrattività per investimenti e nuove attività imprenditoriali, coniugando sviluppo, qualità della vita e della proposta universitaria.

Per quanto riguarda un mio eventuale ruolo futuro, chi amministra la cosa pubblica sa che i progetti collettivi e il bene della comunità vengono sempre prima delle ambizioni personali. Il mio impegno quotidiano oggi è totalmente assorbito dalle responsabilità di governo che mi sono state affidate. Il punto di partenza dovrà sempre essere il “noi”, mai l’“io”: una squadra coesa al servizio esclusivo del Trentino di domani.