Rovereto: i segreti della "Città della Pace"

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Da Maria Dolens al viale delle 91 bandiere

C’è un momento preciso in cui Rovereto smette di essere solo una città trentina per diventare un simbolo globale: ogni sera, al tramonto. È allora che i cento rintocchi di Maria Dolens, la campana più grande del mondo che suoni a distesa, attraversano la Vallagarina. Ma l'appellativo di "Città della Pace" non è solo una suggestione sonora; è un’identità scolpita nella storia e costruita su un paradosso trasformativo: la metamorfosi degli strumenti di morte in messaggeri di vita.

L'intuizione di Don Rossaro: i cannoni diventano voce

Il legame tra Rovereto e la pace nasce dalle macerie della Prima Guerra Mondiale. L'intuizione fu di un sacerdote roveretano, don Antonio Rossaro, che nel 1924 volle fondere il bronzo dei cannoni di tutte le nazioni che avevano partecipato al conflitto per creare una campana monumentale.

L'idea era potente e rivoluzionaria: il metallo che aveva sparato e ucciso tornava a essere uno strumento sacro per commemorare i caduti di ogni schieramento, senza distinzioni di bandiera. Maria Dolens, battezzata ufficialmente il 4 ottobre 1925, è oggi un colosso di 22,6 tonnellate (alta oltre 3 metri) che dal Colle di Miravalle domina la città, ricordando ogni giorno l'orrore della guerra e la necessità della concordia.

Un protocollo internazionale: il Viale delle Bandiere

Rovereto non si limita a ricordare il passato, ma coltiva attivamente il dialogo internazionale. Intorno alla Campana sorge il Viale delle Bandiere: oltre 90 nazioni hanno depositato ufficialmente i propri vessilli presso la Fondazione Opera Campana dei Caduti, sottoscrivendo un impegno simbolico per la risoluzione pacifica dei conflitti.

Salire sul colle significa percorrere la "Piazza delle Genti", uno spazio dove autorità religiose, capi di Stato e organizzazioni internazionali si incontrano regolarmente per seminari sui diritti umani e sulla cooperazione.

Non solo monumenti: sport e cultura per la pace

Il titolo di Città della Pace si riflette anche nel tessuto sociale contemporaneo:

  • Torneo Internazionale Città della Pace: Ogni anno, nel periodo pasquale, migliaia di giovani atleti da tutto il mondo si sfidano sui campi della Vallagarina. Un evento che trasforma la competizione sportiva in un’occasione di incontro interculturale.

  • Il Mart e la cultura: Anche l'arte gioca un ruolo chiave. Il Mart (Museo d'Arte Moderna e Contemporanea) e la Casa d'Arte Futurista Depero contribuiscono a fare di Rovereto un polo di libertà intellettuale, intesa come base fondamentale per una società pacifica.

Visitare Rovereto oggi

Nel 2026, anno in cui la città continua a celebrare il centenario del primo rintocco (avvenuto nel 1925), Rovereto si presenta come una destinazione dove il turismo non è solo estetico, ma etico. Visitare la Campana dei Caduti alle 21:30 (ora legale) per ascoltare i cento rintocchi è un’esperienza che trascende la vacanza, trasformandosi in un momento di meditazione personale.