Prestazione sottotono dei ragazzi di Tabbiani, che non riescono a sfruttare il vantaggio del doppio risultato e si ritrovano a dover dire clamorosamente addio ai playoff. La Giana Erminio vince grazie al gol in avvio di Vitale, bissato nella ripresa da Samele. Non basta il gol di Chinetti. È la notte più triste ed amara della stagione per il Trento, sconfitto con merito in casa dalla Giana Erminio per 2-1 e con il cammino ai playoff che si chiude inaspettatamente al primo turno. La delusione, in fin dei conti, è la protagonista di un percorso tranciato di netto da un’avversaria apparsa migliore nello scontro diretto, ma soprattutto da un Trento mai così irriconoscibile quest’anno. Grandi applausi ad una Giana che ha ottenuto un passaggio del turno insperato alla vigilia, data fin troppo facilmente come vittima sacrificale e che, invece, ha fatto valere le proprie individualità per portare a casa il successo esterno, unico risultato che l’avrebbe qualificata. Non ci sono novità nelle due rispettive formazioni ufficiali, con le migliori scelte possibili schierate sia da Luca Tabbiani che da Vinicio Espinal. Il Trento si affida al solito 4-3-3 con Barlocco tra i pali, difesa diretta da Rigione e Corradi con Triacca e Maffei a presidiare le fasce. Centrocampo che torna ad essere diretto da Sangalli con Aucelli e Giannotti mezzali, mentre in avanti Ladisa vince il ballottaggio con Chinetti, a mezzo servizio per un problema di pubalgia, con Pellegrini e Capone confermati. Come anticipato, nessun indisponibile per la Giana Erminio che punta sul 3-5-2 caro ad Espinal con Mazza in porta. Linea mediana con Marotta in cabina di regia assieme a Pinto e Vitale, mentre Previtali e Ruffini agiscono come quinti. In avanti, coppia collaudata con Galeandro e Samele. Parte nel peggiore dei modi l’avventura del Trento in questi playoff, con la Giana Erminio che colpisce subito a freddo i gialloblù: la discesa sulla destra di Vitale non viene contrastata in alcun modo da Capone, che permette all’esterno ospite di involarsi in area, battere a rete ed infilare la palla sotto all’incrocio dei pali. Nulla da fare per Barlocco e Trento che deve scrollarsi di dosso la paura dei primi minuti. Cosa che, però, non riesce ai ragazzi di Tabbiani, ingabbiati nella morsa di una Giana più propositiva e scevra da pressioni: le occasioni migliori per il Trento arrivano a cavallo del quarto d’ora: prima è il calcio piazzato di Giannotti diretto all’incrocio dei pali, poi la conclusione di Pellegrini dall’interno dell’area di rigore a creare i maggiori pericoli dalle parti di Mazza, ma su entrambe le opportunità è l’estremo difensore ospite il grande protagonista, con due interventi miracolosi a salvare il risultato. Da qui in avanti, si spengono un po’ le folate gialloblù e risalgono prepotentemente le quotazioni della Giana, che si fa vedere in avanti con due clamorose occasioni: in questo caso, Barlocco è chiamato agli straordinari per respingere la conclusione di Previtali, lanciato in contropiede, così come su quella di un indemoniato Vitale a botta sicura. Alla mezzora, altro salvataggio del portiere trentino, reattivo sul colpo di testa di Previtali a due passi dalla linea di porta, il quale non concretizza lo splendido assist di Colombara dalla sinistra. Nel finale di primo tempo non succede molto altro, con il Trento che appare spaesato e bisognoso di una strigliata. Ma gli effetti sperati non arrivano nemmeno in avvio di ripresa, con gli ospiti sempre i più pericolosi, specialmente in avvio sull’asse Ferri-Pinto, con il centrocampista che calcia alto da dentro l’area e con Samele che impegna Barlocco in respinta bassa. Il Trento non riesce a riorganizzarsi e subisce le avanzate lombarde con Colombara che, liberato sulla sinistra, lascia partire il proprio destro, ancora ben contratto dal portiere aquilotto. La luce si spegne poco dopo il quarto d’ora, quando Samele viene servito in mezzo all’area da Galeandro: colpo a porta vuota che bacia la traversa e s’infila in rete per il 2-0. Sembra essere la fine delle speranze del Trento: Tabbiani inserisce Chinetti per Ladisa ed è proprio l’esterno scuola Como a riaprire le danze con un lampo di classe: cross di Giannotti che pesca lo stesso Chinetti al limite dell’area, girata al volo e partita riaperta sul 2-1. Trento che tenta il forcing sulle ali di un entusiasmo magicamente ritrovato, ma né il tentativo di Rigione, tantomento quello di Pellegrini trovano la via della rete, bensì i salvataggi sulla linea rispettivamente di Colombara e Mazza. Il finale di gara è convulso e senza idee: la Giana va ad un passo dal colpo del ko con Rizzo, ma poco importa perché ormai il danno è fatto. Trento eliminato dalla Giana Erminio, che vola così al secondo turno e si regala la sfida contro il Lecco. Per Tabbiani potrebbe essere stata l’ultima partita da allenatore del Trento e, se così fosse, si tratterebbe di un epilogo fin troppo amaro e non meritato per il percorso fin qui intrapreso dalle sue due stagioni sulla panchina gialloblù. Ai posteri l’ardua sentenza, solo il tempo dirà come andranno le cose: resta il dispiacere per un finale che sarebbe necessariamente dovuto essere migliore. |
Il Trento saluta i playoff, passa la Giana Erminio 1-2
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