![]() Parolari (PD) incalza la Giunta: “Colmare subito i vuoti evidenziati da GIMBE” Una patologia diffusa, spesso invisibile e ancora sottovalutata. L’endometriosi torna al centro del dibattito politico in Trentino, dove – nonostante gli impegni istituzionali assunti negli anni scorsi – persistono ritardi e carenze nella presa in carico delle pazienti. A sollevare la questione è la consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta chiedendo alla Giunta interventi concreti. L’iniziativa prende le mosse dall’ultimo report della Fondazione GIMBE (aprile 2026), che fotografa una situazione critica a livello nazionale: la malattia colpisce circa il 10% delle donne in età fertile e presenta tempi di diagnosi che possono arrivare fino a dieci anni. Un dato già preoccupante, aggravato – secondo l’analisi – dal quadro locale. A marzo 2026, infatti, la Provincia autonoma di Trento risulta ancora priva di Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) specifici e di una rete clinica strutturata dedicata all’endometriosi. Un’assenza che contrasta con quanto previsto dalla mozione approvata nel 2022 dal Consiglio provinciale, che impegnava la Giunta su più fronti: dall’introduzione di misure di sostegno economico e sanitario fino alla creazione di un registro dedicato e a campagne di sensibilizzazione. “Molti di quegli impegni sono rimasti sulla carta”, denuncia Parolari, ricordando come in una precedente risposta l’assessore Mario Tonina abbia fornito chiarimenti su altre patologie, senza affrontare il nodo dell’endometriosi. Tra le criticità segnalate anche la gestione dei casi più complessi. Nel mirino l’incarico libero-professionale bandito a inizio 2026 presso l’Ospedale Santa Chiara per un esperto in endometriosi profonda: secondo la consigliera, il rischio è che si tratti più di una soluzione tampone per coprire carenze di organico che di un investimento strutturale in competenze e qualità delle cure. Con l’interrogazione, Parolari chiede tempi certi per l’attivazione dei PDTA e delle reti cliniche, oltre a misure di sostegno concrete. Tra queste, l’estensione delle esenzioni anche agli stadi iniziali della malattia, il supporto psicologico gratuito e la copertura dei farmaci ormonali, seguendo esempi già adottati in altre regioni italiane. Infine, la richiesta di trasparenza sui dati: quanti interventi per endometriosi profonda sono stati effettuati in provincia negli ultimi anni e quante pazienti hanno dovuto rivolgersi a strutture fuori territorio. |
Endometriosi, Trentino in ritardo: mancano percorsi e diagnosi tardive
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