![]() L’assessora Francesca Gerosa: “Stop al modello dei debiti estivi, puntiamo su interventi continui e personalizzati” Approda in Aula il disegno di legge n. 75 dedicato al recupero delle carenze formative e allo sviluppo delle competenze relazionali degli studenti del secondo ciclo in Trentino. Un provvedimento che, come sottolinea l’assessora all’istruzione Francesca Gerosa, nasce da un lungo percorso di confronto con il mondo della scuola e punta a rinnovare profondamente l’approccio educativo. Il cuore della riforma è l’introduzione di una “terza via”: superare sia il vecchio sistema dei recuperi concentrati a fine estate, sia il rischio di lasciare irrisolte le difficoltà per lunghi periodi. L’obiettivo è rendere il recupero parte integrante dell’attività didattica, con interventi tempestivi e mirati durante tutto l’anno scolastico. Tra le principali novità, l’organizzazione del recupero in due cicli biennali, che consentiranno di monitorare e affrontare le carenze in modo progressivo, evitando accumuli che possano compromettere il percorso formativo. Le difficoltà dovranno essere individuate e comunicate in corso d’anno, con un termine massimo di recupero fissato alla fine di ciascun biennio. Il disegno di legge introduce anche una nuova concezione della valutazione, vista non solo come strumento di misurazione finale, ma come processo continuo capace di accompagnare lo studente, orientare la didattica e favorire il miglioramento. Un ruolo centrale sarà svolto dal Piano di istituto per il recupero delle carenze, che ogni scuola dovrà adottare seguendo linee guida provinciali, mantenendo però la propria autonomia organizzativa. Per gli studenti in difficoltà verranno inoltre predisposti piani individuali personalizzati, elaborati dai consigli di classe. L’assessora ha voluto rassicurare il personale docente: la riforma non introduce nuovi carichi burocratici, ma valorizza la professionalità degli insegnanti e la dimensione collegiale della progettazione educativa. Anche il registro elettronico sarà utilizzato per rendere più trasparente il rapporto con le famiglie. Particolare attenzione viene riservata alle competenze relazionali, riconosciute come parte integrante del percorso formativo. Non solo rendimento scolastico, dunque, ma anche capacità di collaborazione, rispetto delle regole e partecipazione attiva, che potranno essere oggetto di percorsi di miglioramento. Tra le innovazioni figura anche la futura introduzione della Carta delle studentesse e degli studenti, strumento che definirà diritti, doveri e modalità di partecipazione alla vita scolastica. L’applicazione della riforma sarà graduale e accompagnata da un monitoraggio quinquennale, con l’obiettivo di valutarne l’impatto su apprendimenti, dispersione scolastica e benessere degli studenti. Gerosa ha infine riconosciuto il valore del confronto sviluppato negli ultimi mesi: accanto a critiche ritenute pregiudiziali, molte osservazioni sono state accolte e hanno contribuito a migliorare il testo, anche attraverso emendamenti condivisi. |
Scuola trentina, in Aula il ddl sulle carenze: “Una terza via per sostenere studenti e apprendimento”
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