Il futuro della cooperazione trentina tra sfide globali e crisi geopolitiche

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La Federazione Trentina della Cooperazione e la Provincia di Trento hanno promosso una conferenza a tema “Orizzonti della cooperazione internazionale trentina” tenuta dall’ambasciatore Lamberto Zannier, l’assessore provinciale Mattia Gottardi e il presidente della Federcoop Roberto Simoni

Ridefinire il ruolo e le prospettive future della cooperazione trentina in un contesto globale in continuo mutamento, segnato da incertezze e nuove sfide geopolitiche. È questo lo scopo della conferenza a tema “Orizzonti della cooperazione internazionale trentina” promossa dalla Provincia di Trento e dalla Federazione Trentina della Cooperazione, che si è svolta in Piazza inCooperazione a Trento martedì 5 maggio 2026.

All’incontro sono intervenuti l’ambasciatore Lamberto Zannier, presidente del comitato scientifico del Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento; l’assessore provinciale Mattia Gottardi (urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette); il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Roberto Simoni.

Il dibattito è stato aperto dall’ambasciatore che ha introdotto degli spunti di riflessione sugli scenari futuri per la cooperazione internazionale allo sviluppo alla luce degli squilibri internazionali che si stanno verificando in questo periodo storico. “Le sfide globali richiedono strategie di lungo periodo, ma la politica continua a muoversi su orizzonti molto brevi” ha osservato Zannier. “In un contesto di disimpegno crescente, gli spazi per la cooperazione si restringono, ma è proprio ora che serve ricostruire alleanze e valorizzare anche il contributo delle realtà locali. L’Agenda dello sviluppo sostenibile resta un punto di riferimento. L’importante è non mettere la testa sotto la sabbia e continuare a lavorare” ha concluso.

L’assessore Gottardi ha proseguito descrivendo l’evoluzione della cooperazione internazionale della Provincia di Trento nel corso dei decenni. “Noi non ragioniamo in una logica di Do ut des, ma ci proponiamo come un laboratorio dove, nel tempo, si è trovata la strada per la risoluzione dei conflitti conseguenti a due guerre mondiali” ha dichiarato. E ancora: “Una delle nazioni con cui cooperiamo, ad esempio, è la Libia: sconsigliata da tutti, abbiamo iniziato un progetto concreto che ci ha portato a essere riconosciuti dallo stesso Ministero degli esteri come uno degli interlocutori più autorevoli per il territorio. Il ruolo del Trentino in uno scenario internazionale così complicato è di un puntino, ma anche un puntino può fare la differenza”.

A concludere il dibattito è stato Roberto Simoni, che si è concentrato sul ruolo del sistema cooperativo trentino all’estero. “In un contesto segnato da conflitti e instabilità diventa sempre più difficile portare avanti un modello cooperativo fondato su persone e comunità. Eppure, sarà proprio dopo le crisi che si apriranno nuovi spazi per ricostruire, anche grazie ai valori della cooperazione” ha osservato evidenziando che, a livello locale, un altro problema urgente è quello dell’inverno demografico. “Integrare lavoratori e lavoratrici diventa essenziale per sostenere sviluppo ed efficienza” ha detto a tal proposito, per poi concludere: “La cooperazione trentina, forte delle sue esperienze internazionali, può offrire un modello di crescita inclusivo e sostenibile, che parte dal basso. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, con fiducia e visione”.