Il mercato immobiliare trentino regge l’urto dell’incertezza internazionale nel primo trimestre 2026: marzo traina la ripresa

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Dai dati di FIMAA Trentino e del Consiglio Notarile di Trento e Rovereto emerge un avvio d’anno altalenante ma complessivamente stabile, con una lieve flessione nei primi mesi compensata dal boom di marzo

Il mercato immobiliare del primo trimestre 2026 mostra una sostanziale tenuta nonostante un contesto internazionale considerato incerto e alcune difficoltà legate all’accesso ai finanziamenti. È quanto emerge dal confronto tra FIMAA Trentino e il Consiglio Notarile di Trento e Rovereto sui dati relativi alle compravendite.

Secondo il presidente di FIMAA Trentino Severino Rigotti, l’andamento è stato migliore delle attese: con le difficoltà economiche globali e un atteggiamento più prudente delle banche nella concessione dei mutui, ci si aspettava un rallentamento più marcato, che invece non si è verificato.

Nel complesso, il primo trimestre 2026 registra un calo contenuto dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025: le compravendite passano infatti da 1.089 a 1.078.

Più debole l’avvio dell’anno. A gennaio si passa da 328 compravendite del 2025 a 300 nel 2026, con una flessione dell’8,5%. A febbraio il calo è più marcato, con 315 operazioni contro le 358 dell’anno precedente, pari a una diminuzione del 12%.

A cambiare la tendenza è marzo, che segna invece una crescita significativa: le compravendite salgono da 403 a 463, con un aumento del 14,89%. Proprio questo risultato consente di recuperare parte della flessione iniziale.

Per Rigotti, il dato conferma che il mercato “ha tenuto bene”, sostenuto anche da prezzi che restano stabili. La ragione principale, secondo FIMAA, è la ridotta disponibilità di immobili sul mercato: quando l’offerta diminuisce, i prezzi tendono a non scendere.

Dal lato notarile, il presidente del Consiglio Notarile di Trento e Rovereto Orazio Marco Poma segnala un calo del 5,5% rispetto al primo trimestre 2025, sottolineando però che l’anno precedente era stato particolarmente positivo per il settore.

Poma ricorda inoltre che il 2025 aveva già registrato una crescita significativa rispetto al 2023 e al 2024, e che nonostante il rallentamento del 2026 i livelli restano comunque superiori a quelli dei due anni precedenti. Per questo, a suo giudizio, il mercato continua a mantenere una buona solidità di fondo, anche se con oscillazioni più evidenti.

Entrambi gli osservatori indicano come elemento centrale il clima di incertezza internazionale, insieme all’aumento dei costi energetici e dei carburanti, fattori che rendono più prudenti sia le famiglie sia gli istituti di credito. L’accesso ai mutui viene infatti valutato con maggiore cautela, in un quadro in cui chi acquista casa tende a pianificare con attenzione la sostenibilità delle spese nel lungo periodo.

Più critica la situazione degli affitti, definita la parte più problematica del mercato. Secondo Rigotti, in provincia ci sarebbero circa 4.000 abitazioni vuote che però non vengono immesse sul mercato per timori legati a possibili mancati pagamenti o danni agli immobili. La domanda resta comunque molto alta, tanto che per gli appartamenti disponibili le richieste sono continue.

Sul fronte dei canoni, viene segnalato un livello ormai elevato anche nelle zone meno centrali, con piccoli appartamenti che possono arrivare a circa 700 euro al mese.

Infine, viene ricordato un nuovo intervento della Provincia autonoma di Trento che prevede circa 5 milioni di euro per incentivare la ristrutturazione di immobili da destinare alla locazione per almeno dieci anni. La misura, secondo le stime, potrebbe portare sul mercato oltre 550 nuove abitazioni.