Scuola, scontro in Consiglio provinciale a Trento sul ddl Degasperi: aula divisa su valutazioni, docenti e recuperi di fine anno

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Riprende la discussione generale in aula tra accuse e difese sul sistema educativo, con posizioni distanti su esami di recupero, gestione delle scuole e condizioni degli insegnanti

La discussione sul disegno di legge sulla scuola continua a non trovare uno sbocco in Consiglio provinciale. La mattinata è stata segnata da un confronto acceso tra il proponente Filippo Degasperi e l’assessora all’istruzione Francesca Gerosa, seguito dagli interventi di Michele Malfer, Lucia Maestri e Lucia Coppola. Al centro del dibattito restano le difficoltà del sistema scolastico, le modalità di valutazione degli studenti e l’organizzazione complessiva dell’istruzione.

Degasperi ha difeso la propria proposta chiedendo controlli più stringenti sulle scuole paritarie, una maggiore uniformità di trattamento economico tra insegnanti delle scuole pubbliche e private e regole più severe per la selezione dei dirigenti scolastici. Ha inoltre criticato l’attuale sistema di promozione degli studenti, sostenendo che in molti casi si limiti a confermare decisioni già prese, e ha rilanciato l’idea di reintrodurre gli esami di recupero a fine estate, insieme a una revisione della formazione professionale.

Di segno opposto la posizione dell’assessora Gerosa, che ha respinto le critiche difendendo il livello della scuola locale e il sistema autonomo provinciale. Ha attribuito la qualità dell’istruzione agli insegnanti e ha contestato l’impostazione del disegno di legge, giudicata troppo legata a modelli del passato. In particolare, ha bocciato il ritorno degli esami di settembre, definiti un passaggio che ricadrebbe soprattutto sulle famiglie.

Michele Malfer ha spostato il focus sul piano educativo, invitando a non ridurre il confronto a uno scontro politico. Ha sottolineato come la scuola debba essere considerata un ambiente formativo complesso e ha richiamato l’attenzione sul significato della valutazione, chiarendo che il voto non può essere visto come una misura puramente numerica. Pur riconoscendo alcuni aspetti della proposta, ha espresso perplessità sugli esami di recupero, ritenuti penalizzanti per gli studenti più in difficoltà.

Anche Lucia Maestri ha evidenziato i rischi di un approccio più rigido, richiamando la normativa provinciale del 2006 e sottolineando come le scelte scolastiche debbano tener conto delle differenze sociali delle famiglie, che possono incidere fortemente sui percorsi degli studenti.

Infine Lucia Coppola ha richiamato esperienze educative legate a modelli pedagogici inclusivi, ribadendo il principio che ogni studente arriva a scuola con un proprio bagaglio. Nel suo intervento ha affrontato anche il tema dell’uso degli smartphone in classe, definendolo un problema crescente, e ha espresso sostegno all’introduzione di sistemi per limitarne l’utilizzo durante le lezioni.