![]() La Giunta approva le nuove linee guida per restituire parte dell’imposta ai proprietari che affittano a prezzi inferiori a quelli di mercato o che trasformano immobili inutilizzati o turistici in abitazioni stabili Il Comune interviene sul tema della casa con un nuovo sistema di rimborsi legati all’Imis, l’imposta sugli immobili, con l’obiettivo dichiarato di favorire gli affitti a lungo termine e contribuire ad alleggerire la difficoltà abitativa che interessa anche la città. La Giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo per due misure di ristoro che permetteranno, in casi specifici, di recuperare parte o tutta l’imposta pagata dai proprietari che affittano gli alloggi a condizioni considerate più favorevoli rispetto al mercato o che rimettono sul mercato abitazioni altrimenti inutilizzate o destinate a usi turistici. L’intervento arriva dopo la manovra Imis approvata dal Consiglio comunale lo scorso dicembre, che ha rivisto le aliquote: per le abitazioni affittate a canone concordato l’aliquota è salita all’1%, mentre negli anni precedenti era più bassa. È stata inoltre eliminata l’agevolazione specifica per questo tipo di affitti, ritenuta poco efficace nel favorire nuovi contratti e, allo stesso tempo, pesante per le entrate comunali. Contestualmente, è stata leggermente ridotta l’aliquota generale per gli altri immobili abitativi. Proprio per evitare effetti penalizzanti per chi affitta a lungo termine, l’amministrazione ha però mantenuto aperta la possibilità di introdurre strumenti compensativi. Una direzione già indicata in Consiglio e rafforzata da un ordine del giorno che chiedeva misure di ristoro per i contratti a canone più basso rispetto al mercato e incentivi per riportare sul mercato abitazioni destinate ad affitti turistici o rimaste vuote. Da qui nasce il pacchetto approvato il 27 aprile dalla Giunta, che introduce due strumenti distinti. La prima misura, chiamata “Imis 0,35”, prevede un rimborso parziale dell’imposta versata nel 2026. Potranno accedervi i proprietari che avranno stipulato contratti di affitto a canone concordato già attivi da almeno il 2024 o il 2025, ancora validi a fine 2026 e riferiti all’intero appartamento. Sono esclusi i contratti transitori o per studenti. Il contributo, da richiedere nel 2027, sarà proporzionato al livello del canone rispetto ai valori di mercato: più l’affitto sarà basso rispetto alle soglie previste dagli accordi territoriali, maggiore sarà il rimborso, con un tetto massimo di 600 euro per immobile. La seconda misura, “Imis Zero”, è più ampia e prevede il rimborso totale dell’imposta per gli anni 2026, 2027 e 2028. È destinata a chi trasforma un immobile prima destinato ad affitti turistici o altre attività ricettive in un’abitazione affittata stabilmente, oppure a chi rimette in locazione una casa rimasta inutilizzata nei dodici mesi precedenti. Anche in questo caso valgono regole precise: contratti a uso residenziale, non temporanei e non per studenti, riferiti all’intero alloggio e non a singole stanze, e stipulati secondo l’accordo territoriale vigente. Inoltre non sono ammessi contratti tra parenti stretti. Il rimborso verrà riconosciuto su richiesta e solo se l’Imis risulterà regolarmente pagata, coprendo il periodo successivo alla firma del contratto e fino ai due anni successivi, se il contratto resta attivo. Le modalità dettagliate saranno definite nei bandi attuativi e le informazioni saranno pubblicate sul sito del Comune a partire dal 18 maggio. Nella stessa sezione sarà disponibile anche un questionario rivolto ai proprietari di seconde case non affittate, pensato per capire le ragioni delle abitazioni vuote e valutare quali incentivi possano risultare più efficaci. Al confronto che ha preceduto la misura hanno partecipato diverse organizzazioni di proprietari e inquilini, insieme all’assessora alle politiche sociali e alla casa, Giulia Casonato. L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è raccogliere indicazioni utili per rendere più semplice e conveniente l’immissione degli alloggi sul mercato delle locazioni a lungo termine. |
Arriva il rimborso Imis per chi affitta a lungo termine o recupera case sfitte: il Comune di Trento punta a ridurre la tensione abitativa
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