Il Trento chiude quinto: passo avanti e sguardo ambizioso

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L’obiettivo è stato raggiunto, il Trento ha chiuso il campionato in quinta posizione, migliorando quanto di buono fatto la passata stagione.

Si voleva, e si poteva, fare ancora di più in chiave classifica: nell’ultimo sanguinoso turno di regular season è successo di tutto, con quel terzo posto ad un passo.

Ma, dopo alcuni giorni nel quale il rammarico regnava sovrano, le parole d’ordine non possono che essere state “Va bene così”.

Si è visto finalmente un Trento proporre bel gioco, osannato da tutti, un’intensità da grande squadra e risultati che hanno reso storica l’intera annata.

Eppure, in città non si è mai contenti: c’è sempre l’impressione che, ottenuto un risultato, ne debba per forza corrispondere un successivo di altrettanto, se non ancora maggior, valore.

Lo stadio, eccezion fatta per alcuni rarissimi casi, non si riempie mai a dovere: perché? È ciò che si chiedono un po’ tutti, addetti ai lavori e non.

Trovare delle risposte plausibili non è affatto semplice: di fondo, c’è un amore che deve ancora sbocciare del tutto tra società e città.

E ben s’intenda, si tratta di un discorso puramente unilaterale: per il club, infatti, e per il presidente Mauro Giacca con il suo direttivo, le dimostrazioni d’affetto verso la comunità e Trento, intesa come città, non sono mai mancate, talvolta anche a più riprese.

Eppure, qualcosa non torna. C’è chi dice serva un’avversaria di rilievo per riempire le tribune del Briamasco, ma prestiamo attenzione: la passione per la propria squadra prescinde da qualsivoglia avversario capiti sulla via.