Trento, il caro carburante minaccia il trasporto e l’intera filiera produttiva

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Confindustria: servono interventi mirati per sostenere le imprese e preservare la competitività del sistema economico

L’aumento dei prezzi dei carburanti continua a creare forti tensioni nel settore dell’autotrasporto, con effetti preoccupanti sull’intera filiera produttiva. A lanciare l’allarme è Confindustria Trento, sottolineando come la situazione ricordi la crisi del 2022 legata al conflitto russo-ucraino.

“Con le attuali tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran ci troviamo di fronte a uno scenario altrettanto complesso”, spiega Stefano Pedot, presidente della Sezione trasporti e logistica di Confindustria Trento. Il comparto dei trasporti pesa per circa il 45% sui costi logistici totali, evidenziando il ruolo centrale dell’autotrasporto nella sostenibilità economica del Paese.

Pedot evidenzia le difficoltà delle imprese: “Gli aumenti dei carburanti sono difficili da assorbire e non sempre è possibile trasferirli integralmente sui clienti, soprattutto nei contratti a lungo termine. Anche gli strumenti di adeguamento contrattuale presentano rischi: dalla perdita di clienti alla ricaduta dei costi sui consumatori finali”.

Per Confindustria Trento è essenziale continuare a supportare le aziende con misure mirate e concordate con le principali associazioni di categoria, per tutelare la competitività nazionale e garantire la stabilità dell’intera filiera produttiva.