![]() Seduta segnata dal ricordo di Giampaolo Pedrotti. Bocciato il ddl Degasperi, acceso confronto su valutazione e recupero scolastico Giornata intensa in Consiglio provinciale a Trento, dove il dibattito politico si è concentrato soprattutto sul futuro della scuola trentina. Una seduta segnata anche dalla commozione per la scomparsa di Giampaolo Pedrotti, storico responsabile dell’ufficio stampa della Provincia, ricordato dal presidente Maurizio Fugatti come una figura centrale della comunicazione istituzionale durante momenti difficili come la pandemia e la tempesta Vaia. Dopo il ricordo iniziale, l’aula ha respinto il disegno di legge presentato dal consigliere Filippo Degasperi in materia di valutazione scolastica ed esami di recupero. Il testo è stato bocciato con 18 voti contrari, 12 astensioni e soltanto 2 favorevoli. Nel corso del confronto non sono mancate critiche da parte delle opposizioni, che hanno sollevato dubbi sul peso dell’alternanza scuola-lavoro e sulla gestione complessiva del sistema scolastico provinciale. Lucia Coppola ha ribadito la necessità che “la scuola resti scuola”, mentre Lucia Maestri ha contestato alla maggioranza una scarsa disponibilità al dialogo politico. Subito dopo il Consiglio ha avviato l’esame del ddl 75 promosso dall’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa, provvedimento destinato a riformare il sistema di valutazione, il recupero delle insufficienze e l’organizzazione dei percorsi scolastici. Gerosa ha definito la proposta il risultato di “due anni di confronto” con istituti scolastici, studenti, famiglie e organizzazioni sindacali. Tra gli elementi principali della riforma figurano il rafforzamento dei percorsi di recupero, una valutazione più continuativa e formativa, maggiore attenzione alle competenze relazionali e l’introduzione di cicli biennali per gestire le carenze scolastiche. Secondo l’assessora, l’obiettivo è correggere le criticità del sistema senza snaturare il modello scolastico trentino. Il recupero delle insufficienze dovrebbe diventare parte integrante dell’attività didattica attraverso interventi personalizzati e tempestivi. Previsti inoltre una nuova Carta delle studentesse e degli studenti e strumenti digitali per migliorare il rapporto tra scuola e famiglie. La riforma, qualora approvata, entrerebbe in vigore progressivamente a partire dal 2027, iniziando dalle classi prime. Il dibattito in aula si è però acceso soprattutto sul metodo e sul coinvolgimento del mondo scolastico. Francesco Valduga ha difeso il lavoro delle opposizioni sostenendo che temi delicati come la scuola richiedano “approfondimento e confronto vero”. Degasperi ha invece definito il testo un impianto “fortemente burocratico”, criticando l’aumento delle procedure amministrative e il rischio di una standardizzazione della valutazione. |
Scuola trentina, scontro in aula sulla riforma Gerosa: tutto rinviato a giugno
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