![]() Resta problematico nel capoluogo, come a Rovereto e nei comuni turistici delle valli, il tema della carenza di alloggi accessibili a tutte le tasche ed esigenze (in particolare per giovani e lavoratori/famiglie a basso reddito). I dati mostrano prezzi che continuano a salire ma stipendi fermi e domande di alloggi pubblici o a canone moderato molto superiori alle reali possibilità offerte.
Cosa manca per soddisfare l'esigenza abitativa nel comune di Trento? Lo abbiamo chiesto all’assessora comunale alla casa Giulia Casonato. “A Trento il tema della casa si articola su più livelli – risponde - Un primo elemento riguarda l’offerta pubblica, che non riesce a tenere il passo con la domanda. A fronte delle nuove richieste si riesce a soddisfarne circa il 10%, lasciando una quota significativa di bisogno senza risposta. Accanto a questo emerge con forza il problema dell’accesso al mercato privato. Sempre più nuclei rientrano nella cosiddetta fascia grigia, esclusa dalle graduatorie pubbliche ma al tempo stesso in difficoltà a sostenere i canoni, anche a causa di un’offerta limitata. Su questo fronte pesa una crescente competizione tra diverse tipologie di domanda, in particolare quella studentesca, che in assenza di un numero adeguato di posti in studentato si riversa sul mercato privato aumentando la pressione. A ciò si aggiunge l’aumento degli affitti brevi, che sottraggono alloggi alla residenzialità. Uno studio di Nomisma stima in circa 5.000 gli alloggi sfitti in città, uno stock che va rimesso in circolo”. Tra le priorità dell’amministrazione vi è quindi innanzitutto “quella di smuovere il mercato privato” dice l’assessora. In questa direzione si inserisce l’adesione alla Fondazione Trentino Abitare, “che – dice - favorisce l’incontro fra proprietari e inquilini, offrendo garanzie a entrambe le parti.
Parallelamente sarà introdotto un incentivo comunale per favorire la locazione degli alloggi sfitti, attraverso una riduzione dell’IMIS per chi destina all’affitto residenziale immobili inutilizzati o turistici”. Un secondo asse indicato è il rafforzamento del patrimonio pubblico, “potenziando le risorse per manutenzione straordinaria degli immobili comunali affidati a ITEA [che è in ritardo da anni nel riassegnare e ristrutturare quasi 1500 alloggi vuoti, ndr], con attenzione all’accessibilità”. Infine si proseguirà con progetti come l’intervento sulle ex Bellesini, dove sorgerà un ostello per lavoratori (che però riguarderà solo 16 posti e non prima di due anni), e l’acquisizione di Casa Sant’Angela. Sul fronte delle nuove costruzioni Casonato annuncia che il comune parteciperà al progetto RiUrb “per aumentare l’offerta abitativa in modo sostenibile”.
Lo Sportello Casa è un gruppo di azione, supporto, monitoraggio nato dal basso nel 2022 in città. Tommaso Baldo, un attivista di riferimento, ci dice “i comuni dovrebbero essere protagonisti accanto alla Provincia, invece i due comuni principali (Trento e Rovereto) in sostanza si limitano ad attuare le misure provinciali, sono fermi. Noi chiediamo che il comune di Trento apra un Tavolo sfratti, per dare soluzioni di emergenza nei casi concreti. Il Tavolo deve rassicurare anche i proprietari, per ricostruire la fiducia. Servirebbero anche, per incoraggiare i proprietari ad affittare fondi di compensazione per morosità incolpevole. “Servono inoltre centinaia di posti-alloggio per lavoratori - spiega - e alloggi di emergenza per famiglie in difficoltà”.
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Mercato degli affitti e delle vendite alle stelle e offerta sempre più insufficiente
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