![]() L’opera verso il Trentino potrebbe rientrare nella strategia finanziaria della futura società unica delle autostrade del Nordest La Valdastico Nord torna al centro del confronto tra Veneto, Trentino e Governo, ma questa volta il progetto potrebbe trovare spazio dentro una nuova architettura finanziaria e societaria delle autostrade del Nordest. Sul tavolo c’è infatti la nascita della futura holding autostradale veneta, destinata a riunire Cav, Brescia-Padova e le altre infrastrutture regionali in una società unica in house a partire dal 2027. Ed è proprio in questo scenario che potrebbe rientrare anche il completamento dell’A31 verso il Trentino. Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, il piano economico-finanziario della nuova Concessioni Autostradali Venete – la Concessioni Autostradali Venete – potrebbe inglobare non solo la gestione della rete esistente, ma anche alcune grandi opere considerate strategiche per il territorio. Tra queste figurano il collegamento della Valdastico Nord e la quarta corsia della A4 tra Brescia e Verona, interventi che insieme valgono investimenti per circa sei miliardi di euro. L’ipotesi nasce dal percorso avviato dal Veneto per creare un soggetto unico regionale capace di coordinare autostrade e grandi infrastrutture. Un progetto sostenuto dal presidente veneto Alberto Stefani e condiviso con il Trentino, dove il governatore Maurizio Fugatti ha più volte ribadito che la Provincia autonoma non intende impegnare risorse proprie per realizzare la Valdastico. Proprio Fugatti, negli ultimi mesi, aveva chiarito che l’opera potrà essere presa in considerazione solo in presenza di un intervento statale o di una soluzione esterna ai conti provinciali. Ora questa possibilità sembra riaffacciarsi attraverso il nuovo assetto delle concessioni. L’idea allo studio prevederebbe infatti che la futura holding possa finanziare le opere attraverso il sistema delle concessioni autostradali e dei relativi pedaggi, senza gravare direttamente sui bilanci delle Province autonome. Una formula che consentirebbe di rilanciare il collegamento tra Veneto e Trentino dopo anni di stallo politico e tecnico. Il tratto più discusso resta quello tra Piovene Rocchette e il confine trentino, da sempre al centro di contrapposizioni ambientali e territoriali. Il Veneto considera però l’opera strategica per alleggerire il traffico e rafforzare i collegamenti con il Brennero e il Nord Europa. Da qui la volontà di inserirla in un piano infrastrutturale più ampio che coinvolga l’intero sistema autostradale del Nordest. Secondo quanto trapela dagli ambienti ministeriali, il confronto sarebbe già avviato e il Ministero delle Infrastrutture starebbe valutando diverse opzioni per arrivare alla nuova concessione unica. L’obiettivo è definire entro i prossimi mesi il modello societario e finanziario della futura holding, così da renderla operativa dal gennaio 2027. Per il Trentino si tratterebbe di un cambio di scenario significativo. La Provincia continuerebbe a mantenere la propria posizione contraria a un finanziamento diretto dell’opera, ma potrebbe ritrovarsi coinvolta in un progetto sostenuto attraverso una governance condivisa delle infrastrutture del Nordest. Una soluzione che permetterebbe di riaprire il dossier Valdastico senza modificare formalmente la linea politica fin qui sostenuta da Piazza Dante. Dopo anni di dibattiti, rinvii e scontri istituzionali, la Valdastico Nord torna dunque a muoversi. E questa volta il motore potrebbe essere la nuova partita delle concessioni autostradali.ugatti |
Valdastico Nord, la partita passa alla holding veneta: possibile ingresso nel piano Cav
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