Truffe sempre più sofisticate: come riconoscerle e tutelarsi dal raggiro

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Tra i reati predatori più insidiosi, e purtroppo sempre in evoluzione, emergono le truffe online e telefoniche. Ad incidere in modo determinante sulle modalità in cui questa tipologia viene messa in atto sono le nuove tecnologie, come ad esempio la intelligenza artificiale. «L’innovazione tecnologica e la digitalizzazione sono due esempi di cambiamento sociale che influiscono sulle attività delittuose» ha spiegato il tenente colonnello Michele Capurso, comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri. «Questi fenomeni non solo offrono ai criminali nuove occasioni per realizzare profitti illeciti, ma innovano anche le modalità di realizzazione di determinati reati. Ad esempio, sono sempre più frequenti le truffe online o le truffe telefoniche ai danni di persone anziane che spesso vengono realizzate attraverso nuove tecniche, messe a disposizione dagli strumenti tecnologici attuali».

La tecnica dello spoofing

Nel formulare qualche esempio relativo alle truffe telefoniche, Capurso ha illustrato la tecnica dello spoofing: «Il malintenzionato chiama una persona alterando l’ID chiamante, facendole credere di interloquire con un esponente delle forze dell’ordine, o con una società erogatrice di servizi. Ciò espone chi riceve la chiamata ad abbassare la guardia e accettare di effettuare movimentazioni bancarie o altre spese a seguito di un raggiro».

L’inganno

Il metodo con cui agiscono i truffatori segue sempre lo stesso schema. «I truffatori – ha spiegato il Comandante – contattano telefonicamente la propria vittima, rappresentandole una situazione problematica non reale, in seguito alla quale viene richiesta la consegna di beni o denaro». Le circostanze descritte possono essere molteplici. «Potrebbero parlare di incidenti che coinvolgono un parente; oppure di una rapina a seguito della quale sono stati esportati dei beni che è necessario confrontare con quelli posseduti in casa. In altri casi, sono stati citati altri reati commessi con l’autovettura di proprietà di un congiunto, in seguito ai quali è stata chiesta la consegna di beni o il pagamento in denaro di una cauzione per evitare l’arresto».

Come tutelarsi dal raggiro

Il suggerimento di Capurso per tutelarsi da un eventuale raggiro è chiaro: «A prescindere dal racconto o dal problema posto in essere, i malviventi fanno leva sull’urgenza e sulla necessità di agire immediatamente. In questi casi, è fondamentale fermarsi a ragionare e non escludere l’ipotesi che dall’altra parte del telefono ci sia un malintenzionato. In questi casi è fondamentale interrompere la conversazione e chiamare la Centrale unica di emergenza al numero 112, per mettersi in contatto con le forze dell’ordine e segnalare quanto accaduto».

È fondamentale, infine, tenere presente che «nessun operatore di polizia chiederà mai la consegna di gioielli, denaro o altri beni né disporrà mai il pagamento di una cauzione: un istituto giuridico inesistente nel nostro paese».

Virginia Revolti