![]()
Meno reati rispetto al passato, ma più insicurezza percepita. È questa la situazione di Trento descritta dal tenente colonnello Michele Capurso, comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri che, in un'intervista rilasciata alla redazione LaPiazza, ha evidenziato come il problema della sicurezza, al giorno d'oggi, non possa essere osservato esclusivamente attraverso le statistiche e le notizie di cronaca. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a dei cambiamenti sociali che non riguardano solo la nostra città, o il Trentino Alto Adige, ma proprio tutta Italia e anche gli altri Paesi europei. Ciò ha inciso su alcuni fenomeni delittuosi che vengono percepiti come ‘preoccupanti’ e capaci di incidere sulla qualità della vita delle persone” ha spiegato Capurso sottolineando che a questo si aggiungono anche “fenomeni di marginalità sociale, che incidono sul decoro urbano e sulla vivibilità della città”. Questa dinamica ha contribuito ad aumentare la percezione di insicurezza nella città di Trento nonostante – osservando i dati – si può notare come i reati predatori, legati alla microcriminalità, siano di fatto diminuiti negli anni. Non passa comunque inosservata la paura dei cittadini, in particolar modo quella degli esercenti del centro storico, preoccupati dal fatto che le proprie attività possano essere prese di mira da chi commette furti con spaccata. “Spesso si tratta di persone poco organizzate, che agiscono in modo rudimentale rompendo i vetri con gli oggetti che trovano sul posto. Si pensi, ad esempio, ai tombini. Chiaramente le aree più esposte a questo pericolo sono quelle in cui c’è una maggiore presenza commerciale e quelle che si possono definire ‘di transito’, come ad esempio la stazione” ha sottolineato il Comandante. In questo contesto è fondamentale adottare anche qualche accorgimento per prevenire, o comunque disincentivare, questo tipo di reati. Il consiglio – ha comunicato Capurso – è quello di installare una saracinesca all’entrata del proprio negozio e di dotarsi di un sistema d’allarme collegato alle forze dell’ordine. Accanto alle misure tecniche, resta centrale il ruolo della comunità. È auspicabile, infatti, che i cittadini – e in particolare i negozianti – rafforzino la collaborazione reciproca facendo rete e segnalando ogni situazione sospetta agli operatori della Centrale unica di emergenza, contattando il 112. Si tratta di un contributo che può incidere fortemente sulla sicurezza del territorio e, di conseguenza, sulla percezione di tutela della cittadinanza. Virginia Revolti |
Meno reati ma più paura: ecco cosa incide sull’insicurezza avvertita dei cittadini
Read Meno reati ma più paura: ecco cosa incide sull’insicurezza avvertita dei cittadini on Trentino24
