Appalto per l’assistenza a domicilio, crescono le polemiche in Trentino: “A rischio continuità e tenuta dei servizi”

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Zanella e Parolari temono frammentazione dell’assistenza, difficoltà nel reperimento del personale e possibili conseguenze sulla qualità e sulla stabilità dei servizi per i cittadini più fragili

I consiglieri provinciali del Partito Democratico del Trentino Paolo Zanella e Francesca Parolari criticano la gestione dell’assistenza domiciliare e la recente gara d’appalto dell’ASUIT, sollevando una serie di preoccupazioni sull’organizzazione dei servizi sanitari territoriali.

Nel loro intervento, i consiglieri richiamano innanzitutto le difficoltà già segnalate sul funzionamento del Centro Unico di Prenotazione (CUP), che continuerebbe a operare in modo discontinuo, e sul mancato smaltimento delle liste d’attesa. Viene inoltre evidenziato come, secondo la loro lettura, le Case di Comunità non abbiano ancora prodotto risultati significativi in termini di copertura dei medici di base, con un numero limitato di incarichi assegnati rispetto ai posti disponibili.

Il punto centrale delle critiche riguarda la gara per la gestione degli interventi sanitari domiciliari in Trentino, affidata al Consorzio Blu di Faenza. Secondo Zanella e Parolari, questa scelta rischierebbe di modificare in modo rilevante l’equilibrio del sistema esistente, basato finora su una stretta integrazione tra il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) delle Comunità di Valle e le attività sanitarie domiciliari.

Nella loro analisi, i consiglieri sottolineano il rischio di una maggiore frammentazione del servizio: il cittadino assistito potrebbe non avere più un riferimento unico, ma trovarsi seguito da soggetti diversi nelle varie fasi della presa in carico, dalla assistenza domiciliare integrata alle cure palliative fino ai servizi dedicati alle persone con demenza. Una situazione che, secondo quanto sostenuto, potrebbe indebolire la continuità dell’assistenza, considerata un elemento centrale per pazienti anziani e fragili.

Un ulteriore punto critico evidenziato riguarda la disponibilità di personale. Il settore, viene ricordato, presenta già una carenza strutturale di operatori qualificati. I consiglieri esprimono quindi dubbi sulla capacità del nuovo soggetto aggiudicatario di reperire risorse sufficienti per garantire il servizio, con il rischio di difficoltà organizzative nella fase di avvio.

Viene inoltre segnalata la possibile ricaduta sul sistema dei servizi territoriali e dei voucher, con l’ipotesi di un modello più competitivo e meno centrato sulla relazione continuativa con l’utente, con conseguenze anche per le cooperative sociali locali.

Tra le criticità indicate rientra anche la situazione lavorativa di oltre 120 dipendenti, in larga parte donne, che secondo l’intervento vivrebbero una fase di incertezza sul proprio futuro contrattuale e professionale, con il rischio di una perdita di continuità nelle competenze maturate nel tempo.

Alla luce di queste considerazioni, i consiglieri del Partito Democratico del Trentino chiedono alla Giunta chiarimenti sulle scelte adottate e garanzie sulla continuità assistenziale, sulla tutela occupazionale e sulla tenuta complessiva del sistema di cura territoriale.

Nelle loro conclusioni, l’intervento richiama la necessità di modelli di gestione che mantengano un forte legame con il territorio e con le sue strutture sociali, privilegiando – secondo la loro posizione – integrazione e prossimità nell’assistenza alle persone più fragili rispetto a logiche di tipo competitivo.