A Trento nel 2026 157 persone impegnate in lavori socialmente utili tra cura del verde, uffici pubblici e assistenza alle persone fragili

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Il progetto comunale coinvolge disoccupati con e senza disabilità e madri sole, offrendo un impiego temporaneo in attività di manutenzione, servizi amministrativi, aiuto a domicilio e supporto nelle strutture per anziani

Un sistema che mette in contatto chi è senza lavoro con enti pubblici e servizi del territorio, offrendo una possibilità di reddito anche a persone in difficoltà o con disabilità. È questo il quadro del programma attivo nel Comune di Trento, che nel 2026 coinvolge 157 persone in diversi lavori di pubblica utilità.

Le attività spaziano dalla cura degli spazi verdi alle mansioni d’ufficio, dall’assistenza a domicilio fino all’aiuto nelle strutture per anziani.

Nel dettaglio, 39 persone sono impegnate insieme al personale comunale nella manutenzione di strade e parchi: taglio dell’erba, sistemazione delle aiuole, riparazione di panchine e piccoli lavori di muratura. Altre 14 si occupano dell’archivio del Comune e della trasformazione dei documenti cartacei in formato digitale.

Sono invece 13 i lavoratori che seguono le persone più fragili, accompagnandole a visite mediche, in farmacia o per svolgere pratiche quotidiane e burocratiche, offrendo anche compagnia durante momenti di socialità, feste e ricorrenze.

Altri 22 sono inseriti nell’Azienda Forestale Trento-Sopramonte, dove svolgono interventi di manutenzione su staccionate, aree verdi e parchi giochi. Infine, 69 persone lavorano nelle aziende pubbliche di servizi alla persona, occupandosi di animazione e cura del verde nelle strutture per anziani.

Il progetto rientra nell’Intervento 3.3.D, una misura pensata per favorire l’inserimento o il reinserimento lavorativo di persone disoccupate in condizioni di fragilità sociale o economica. Si tratta di iniziative previste dal piano delle politiche del lavoro della Provincia autonoma di Trento.

I destinatari sono persone iscritte nelle liste di disoccupazione, residenti da almeno cinque anni continuativi in provincia o da dieci anni complessivi nell’arco della vita. In particolare, possono partecipare disoccupati over 50, persone con più di 25 anni e con disabilità, oppure persone segnalate dai servizi sociali, sanitari o dall’ufficio per l’esecuzione penale esterna.

I progetti durano da un minimo di 4 a un massimo di 10 mesi, con la possibilità di arrivare fino a 24 mesi nei casi legati ai servizi di supporto sociale. Le attività previste sono soprattutto lavori manuali e operativi.

Il programma è finanziato dall’Agenzia del lavoro, che copre fino al 70% del costo del personale, arrivando alla copertura totale nei casi più gravi, come per persone con disabilità psichiche o intellettive gravi e per le madri sole.

Un’iniziativa che il Comune porta avanti da oltre dieci anni e che, secondo gli uffici sociali, rappresenta uno degli strumenti principali per sostenere chi fatica a trovare occupazione e per garantire al tempo stesso servizi utili alla comunità e alle persone più vulnerabili.