Personale sanitario, mozione di Cia: “Serve un piano triennale per trattenere e valorizzare medici, infermieri e operatori”

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Dopo il via libera al provvedimento sulla formazione e l’ingresso nelle professioni sanitarie, arriva la richiesta alla Giunta di un intervento strutturale per migliorare condizioni di lavoro, ridurre le criticità nei reparti e garantire maggiore stabilità al personale

Dopo l’approvazione del disegno di legge che introduce incentivi per la formazione di infermieri e operatori socio-sanitari, il consigliere provinciale Claudio Cia ha presentato una mozione per chiedere alla Giunta provinciale l’elaborazione di un piano straordinario della durata di tre anni. L’obiettivo è rendere più attrattivo il lavoro in sanità, favorire la permanenza del personale e migliorarne la valorizzazione.

La proposta nasce con l’intento di proseguire il percorso avviato sul fronte dell’accesso alle professioni sanitarie, affrontando però ora un altro nodo considerato decisivo: la capacità del sistema di mantenere in servizio chi già lavora negli ospedali, nei servizi territoriali, nelle RSA e nelle strutture convenzionate.

“Con il disegno di legge approvato si è intervenuti su un aspetto importante, quello dell’ingresso nei percorsi formativi. Ma il problema non si ferma lì. Oggi è necessario agire anche sulle condizioni che permettono ai professionisti di restare nei servizi, crescere e lavorare con prospettive più sostenibili”, ha spiegato Cia.

Nel testo della mozione si sottolinea come la qualità dell’assistenza sanitaria dipenda direttamente anche dalle condizioni di lavoro del personale. Tra le criticità indicate ci sono carichi di lavoro elevati, turni pesanti, difficoltà nella gestione di ferie e recuperi, attività non strettamente legate alla cura dei pazienti che sottraggono tempo assistenziale, limitate possibilità di crescita professionale e il progressivo affaticamento del personale più esperto.

Per questo viene chiesto alla Giunta di predisporre entro 120 giorni un piano triennale, costruito in collaborazione con ASUIT, ordini professionali, organizzazioni sindacali e rappresentanze del settore convenzionato. La proposta prevede anche un sistema di monitoraggio annuale su dimissioni, pensionamenti, posti vacanti, tempi di copertura, ferie residue, straordinari e criticità nei servizi.

È inoltre prevista l’istituzione di un tavolo permanente di confronto per individuare misure concrete per trattenere e valorizzare il personale sanitario.

La mozione propone anche sperimentazioni organizzative nei reparti e nei servizi più in difficoltà, con interventi per ridurre le attività non legate direttamente alla cura, rendere i turni più sostenibili, migliorare il recupero psico-fisico e favorire un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata. Attenzione anche alla crescita professionale e alla valorizzazione dell’esperienza del personale con maggiore anzianità.

Un capitolo specifico è dedicato al settore privato accreditato, con l’obiettivo di affrontare le differenze economiche e contrattuali rispetto al pubblico e tutelare una parte considerata fondamentale del sistema sanitario provinciale.

“La mozione si concentra su un passaggio ulteriore: dopo il sostegno all’accesso alla professione, serve un’azione strutturata sulla permanenza, sulla valorizzazione delle competenze e sulla qualità del lavoro. Perché senza professionisti messi nelle condizioni di operare bene, nessun sistema sanitario può reggere nel tempo”, ha concluso Cia.