Lupi e orsi in Trentino, aprile segnato da predazioni e danni: strage di animali a Comano Terme

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Nel nuovo report provinciale anche tre lupi trovati morti

Predazioni, danni agli allevamenti e nuovi avvistamenti: il mese di aprile conferma la forte presenza di lupi e orsi sul territorio trentino. A fare il punto è il report diffuso dal Servizio grandi carnivori della Provincia di Trento, che documenta numerosi episodi registrati nelle ultime settimane, tra attacchi al bestiame, danni agli apiari e monitoraggi della fauna selvatica.

Tra gli eventi più gravi figura quanto accaduto a Comano Terme, dove un branco di lupi è riuscito a entrare in un’area recintata provocando la morte o il ferimento di ben 58 animali tra ovini e caprini. Secondo i tecnici provinciali, si tratta di un caso riconducibile al fenomeno definito “surplus killing”, situazione nella quale i predatori uccidono un numero molto elevato di animali domestici rispetto a quanto avviene normalmente con le prede selvatiche.

Nel documento viene spiegato che gli animali allevati, selezionati dall’uomo nel corso del tempo, risultano spesso meno capaci di difendersi o fuggire durante un attacco. Inoltre, in alcuni casi, anche le recinzioni possono trasformarsi in un fattore aggravante: quando il predatore riesce a entrare nell’area chiusa, gli animali tendono ad ammassarsi nel tentativo di scappare, facilitando ulteriormente l’azione dei lupi.

Nel corso di aprile sono stati registrati dieci episodi di predazione attribuiti ai lupi, con attacchi che hanno coinvolto soprattutto pecore e capre, ma anche tre asini e un pony.

Il report segnala inoltre il ritrovamento di tre lupi morti in diverse zone della provincia. Un maschio adulto è stato recuperato a San Martino di Castrozza, un giovane esemplare a Vigo Lomaso e un altro lupo, di sesso non ancora identificato, nel territorio di Contà. Le carcasse sono state affidate all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie per gli esami necessari a chiarire le cause della morte.

Non solo lupi. Con l’arrivo della primavera e il ritorno alla piena attività degli orsi, sono aumentati anche i danni provocati dai plantigradi. Secondo il Servizio grandi carnivori, gli episodi registrati hanno riguardato pollai, recinzioni agricole, un asino e soprattutto numerosi alveari collocati nei meleti durante il periodo della fioritura.

In alcuni casi nemmeno le recinzioni elettrificate sono riuscite a fermare gli animali. Due apiari erano infatti protetti da sistemi apparentemente funzionanti, ma le arnie erano troppo vicine ai fili elettrici, permettendo agli orsi di raggiungerle comunque. Altri otto alveari colpiti risultavano invece completamente privi di protezione.

Sul fronte del monitoraggio della fauna, il mese di aprile ha portato anche una notizia positiva: il primo avvistamento dei cuccioli d’orso nati nel 2026. L’osservazione è stata effettuata il 24 aprile da un volontario del gruppo grandi carnivori Provincia-Muse. Le fototrappole hanno inoltre immortalato diverse femmine accompagnate dai piccoli dell’anno precedente, ormai vicini alla separazione.

Nel corso delle attività di controllo sul territorio sono stati infine ritrovati anche alcuni resti appartenenti a un giovane orso morto da tempo in val Marcia, nel territorio del Bleggio Superiore.

La Provincia di Trento ricorda che resta disponibile online la mappa aggiornata degli avvistamenti di grandi carnivori, strumento pensato per informare cittadini ed escursionisti e favorire comportamenti corretti durante la frequentazione delle aree montane.