Emergenza infermieri in Trentino: ne mancano 250 nonostante la crescita degli iscritti

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La professione continua a rafforzarsi nei numeri, ma il sistema sanitario provinciale resta sotto organico

In Trentino-Alto Adige il personale infermieristico cresce, ma non abbastanza per colmare il fabbisogno della sanità locale. Secondo le stime più recenti, mancano circa 250 infermieri per garantire la piena copertura dei servizi, a cui si aggiunge un ulteriore fabbisogno legato all’assistenza territoriale.

Il tema è stato al centro della Giornata dell’Infermiere celebrata al teatro Zandonai di Rovereto, evento che ha registrato il tutto esaurito e ha riunito professionisti e istituzioni per riflettere sul futuro della categoria.

Nel corso dell’incontro, il presidente dell’Ordine, Daniel Pedrotti, ha sottolineato il valore centrale della professione infermieristica, definendola uno dei pilastri del sistema sanitario e ricordando anche il centenario della nascita delle prime scuole di formazione per infermieri in Italia.

Sul piano numerico, gli iscritti all’albo provinciale risultano in crescita costante: al 31 dicembre 2025 si contano 4.648 infermieri, con un incremento rispetto agli anni precedenti. Di questi, la grande maggioranza è rappresentata da donne e circa il 25% ha meno di 35 anni, segnale positivo per il ricambio generazionale.

Nonostante il trend favorevole, resta però critico il nodo dell’invecchiamento della forza lavoro. Una quota significativa degli operatori si colloca tra i 46 e i 60 anni, e nei prossimi 15 anni si stima l’uscita dal lavoro di circa 2.000 professionisti, pari a una media di 130 pensionamenti l’anno. A questo si sommano le dimissioni verso il settore privato o verso regioni confinanti.

Attualmente il Trentino conta 7,9 infermieri ogni mille abitanti: un dato superiore alla media italiana, ma ancora distante dagli standard internazionali. La carenza strutturale viene stimata tra 430 e 450 professionisti, includendo anche le figure previste per l’assistenza di comunità.