Commercio, più poteri alla Provincia di Trento: i commercianti chiedono regole su misura per il territorio

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Confcommercio Trentino valuta positivamente la modifica dello Statuto speciale: «Sarà possibile pianificare sviluppo commerciale e territorio con maggiore autonomia, tutelando negozi di vicinato e centri storici»

L’Associazione Commercianti del Trentino – Confcommercio Trentino guarda con favore al percorso di riforma dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol. Il disegno di legge costituzionale A.C. 2473-B prevede infatti che il commercio diventi materia di competenza esclusiva delle Province autonome, rafforzando così il ruolo legislativo della Provincia di Trento in un settore considerato centrale per l’economia locale.

Secondo il presidente dell’associazione, Massimo Piffer, si tratta di «un passaggio di grande importanza» per il comparto commerciale trentino. Finora, spiega, la Provincia poteva intervenire sul commercio solo entro i limiti fissati dalle norme nazionali. Con la riforma, invece, potrà definire in autonomia una politica commerciale più aderente alle caratteristiche del territorio.

Uno degli aspetti ritenuti più rilevanti riguarda la pianificazione del territorio legata alle attività commerciali. La riforma mette insieme due ambiti: da una parte il commercio, che diventerebbe competenza esclusiva provinciale, dall’altra la gestione del territorio, comprendendo urbanistica, edilizia e piani regolatori. Un intreccio che, secondo Confcommercio Trentino, permetterà alla Provincia di programmare in modo coordinato lo sviluppo delle attività di vendita.

Tra i temi indicati dall’associazione ci sono la collocazione dei negozi, il rapporto tra centri storici e periferie, le regole per l’insediamento delle medie e grandi superfici commerciali e la salvaguardia del commercio di vicinato.

Piffer sottolinea comunque che restano alcuni limiti. Le norme provinciali dovranno continuare a rispettare la Costituzione, i principi generali dell’ordinamento italiano, gli obblighi internazionali e le regole europee sul mercato e sulla libera circolazione dei servizi. «Ma dentro questo quadro – osserva – la Provincia avrà una libertà di azione che finora non aveva con questa solidità».

Nel suo intervento, il presidente dei commercianti richiama anche le particolarità del territorio trentino. «Il nostro – afferma – è un territorio fatto di valli e comunità distribuite in aree dove la presenza dei negozi ha anche un valore sociale». Secondo Piffer, la chiusura di una bottega non rappresenta soltanto la perdita di un’attività economica, ma anche di un punto di riferimento per la vita quotidiana dei quartieri e dei paesi.

Per questo motivo, conclude, le scelte su dove collocare le attività commerciali e su come bilanciare piccola distribuzione e grandi strutture avranno effetti sul volto delle comunità nei prossimi anni. Da qui l’auspicio che i nuovi strumenti normativi vengano utilizzati «con visione» e con il coinvolgimento delle associazioni di categoria.