Dirigenti scolastici, contestato il concorso: “Dubbi su prove, graduatorie e tempi troppo stretti”

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Interrogazione della consigliera provinciale Francesca Parolari sul corso-concorso per 20 nuovi presidi in Trentino. Nel mirino la gestione della preselezione, le modalità online e il calendario della procedura

Una procedura definita come una vera e propria “corsa contro il tempo”, ma che secondo le opposizioni rischia di trasformarsi in un caso amministrativo. La consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulle criticità emerse nel corso-concorso per l’assunzione di 20 nuovi dirigenti scolastici in Trentino.

Al centro delle contestazioni c’è la prova preselettiva del 16 aprile scorso, organizzata in due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio, a causa dell’alto numero di partecipanti: 901 candidati. Secondo le segnalazioni raccolte, chi ha sostenuto il test nel secondo turno avrebbe avuto un vantaggio informativo, conoscendo in anticipo gli argomenti della prova, in particolare quelli legati alla legge provinciale 5 del 2006, e trovando domande molto simili a quelle proposte nella sessione mattutina.

Sempre secondo quanto riportato nell’interrogazione, i punteggi del secondo turno sarebbero risultati sensibilmente più alti. Per questo la consigliera chiede alla Giunta provinciale di pubblicare i risultati in forma anonima, così da verificare eventuali disparità di trattamento tra i candidati.

Dubbi vengono sollevati anche sulle modalità tecniche della selezione. Pur prevedendo la presenza fisica dei partecipanti in sedi stabilite, con controlli e identificazione diretta, alcuni candidati avrebbero sostenuto la prova da remoto. Una circostanza che, secondo Parolari, richiede chiarimenti sui sistemi di vigilanza utilizzati durante gli esami online.

Ulteriori perplessità riguardano l’uso dei tablet per lo svolgimento dei test. Ai candidati, infatti, non sarebbe stata consegnata alcuna copia, né cartacea né digitale, delle risposte inserite durante la prova. Un aspetto che, secondo la consigliera, ridurrebbe la trasparenza della procedura e renderebbe difficile verificare la corrispondenza tra le risposte date e i risultati registrati dal sistema.

Nel mirino anche i criteri previsti dal bando. Da una parte viene indicato il punteggio minimo di 70 su 100 per superare la prova, dall’altra l’accesso alla fase successiva sarebbe stato limitato ai primi 120 classificati. Una situazione che avrebbe escluso diversi candidati comunque risultati idonei, con il rischio di possibili ricorsi.

Preoccupazione infine per i tempi della selezione. La commissione avrebbe meno di venti giorni per correggere oltre 150 elaborati scritti prima dell’avvio degli orali, fissati per il 25 maggio. A questo si aggiunge il corso di formazione da 60 ore con le prove finali, programmato in concomitanza con scrutini ed esami di Stato.

Secondo Parolari, il calendario rischia di creare difficoltà sia ai docenti coinvolti nel concorso sia all’organizzazione delle scuole in vista del prossimo anno scolastico.

Con l’interrogazione, la consigliera chiede quindi alla Giunta quali interventi urgenti intenda adottare per affrontare le criticità segnalate ed evitare che la procedura possa essere compromessa.