Tra associazioni e mobilità, Povo si racconta

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La circoscrizione punta su spazi condivisi e iniziative locali per mantenere vivo il senso di comunità

Povo è una circoscrizione che sa di “paese”, fatta di spazi condivisi e associazioni che, in una realtà sempre più frenetica, riescono a mantenere vivo quel “senso di comunità” che altrimenti andrebbe perduto. In che modo? Organizzando eventi e avviando iniziative che coinvolgono la cittadinanza. È questa l’immagine del quartiere che emerge dalle parole di Emiliano Campisi, vicepresidente della circoscrizione, che ha raccontato a LaPiazza l’impatto che le realtà locali hanno sulla vita dei residenti. “Una delle opere più importanti che abbiamo realizzato negli ultimi anni è la Casa Sociale, uno spazio autogestito da più associazioni che svolgono diverse attività rivolte a persone di tutte le età” ha affermato Campisi indicando che si trova “all’ex centro civico, una struttura rimasta inutilizzata per diverso tempo e che, dopo la ristrutturazione, è stata restituita alla comunità”. Tra le realtà locali coinvolte ci sono Kaleidoscopio, che coinvolge bambini e ragazzi e si occupa della gestione amministrativa; Glow, che propone attività culturali e corsi di cucina; PovoSonica, che gestisce attività musicali; e Ginnastica Trento, che organizza attività sportive diurne e serali.

“La vera sfida è coinvolgere anche gli studenti universitari che, per ora, stanno ancora vivendo poco il territorio” ha aggiunto Campisi annunciando un’iniziativa che, al momento, è ancora in fase di progettazione e sviluppo: “Stiamo comunque collaborando con un circolo Arci locale per creare una piattaforma che raccolga tutti gli eventi del quartiere e li renda accessibili anche a loro. In questo modo, potrebbero essere più partecipi”. Come responsabile della Commissione “Transizione ecologica, mobilità sostenibile, valorizzazione del territorio e dell’agricoltura”, Campisi ha poi fornito un quadro generale sulla gestione degli spazi territoriali, segnalando delle problematiche relative all’eccessiva urbanizzazione.

“Negli anni a Povo è aumentato il numero di abitazioni, ma non di parcheggi. Questo ha provocato non pochi problemi di congestione del traffico” ha spiegato. “Inoltre, con gli studenti universitari, il paese è sempre più frequentato, soprattutto nelle fasce orarie diurne. Questo, talvolta, crea problemi di viabilità e sicurezza”. Tra le possibili soluzioni emerge l’ipotesi di una riprogettazione del territorio: “Si potrebbe puntare sulla realizzazione di percorsi ciclopedonali, ma prima è necessario rivedere i piani urbanistici e potenziare il trasporto pubblico”. Il tutto potrebbe inserirsi nell’ambito del progetto “Strade Sicure”, già avviato in altre circoscrizioni e in attesa di essere implementato anche a Povo: un paese che, tra spirito di comunità e nuove sfide urbane, dovrà trasformarsi mantenendo comunque la propria identità.

Virginia Revolti