Liste d’attesa, allarme sui tempi della sanità: “Crolla la capacità di rispettare le priorità”

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Dati marzo-aprile 2026: calano le prestazioni nei tempi previsti. “Una visita su tre rispettata nelle urgenze”

Nuovo allarme sulle liste d’attesa della sanità trentina. I dati relativi ai tempi di erogazione delle visite specialistiche per i mesi di marzo e aprile 2026 evidenziano, secondo quanto denunciato, un peggioramento significativo nella capacità del sistema di rispettare le priorità cliniche previste.

Nel mirino finiscono in particolare i codici di urgenza (U e B), per i quali le prestazioni dovrebbero essere garantite entro tempi stringenti e con una soglia di rispetto attorno al 90%. Numeri che, invece, risultano ben lontani dagli obiettivi.

Secondo le rilevazioni riportate, le visite con priorità U (entro 3 giorni) passano dal 48,1% di febbraio al 36,4% di aprile. Situazione analoga per i codici B (entro 10 giorni), che scendono dal 59,8% al 37,2%. In pratica, poco più di una visita su tre viene erogata nei tempi previsti per le urgenze.

In calo anche le prestazioni con priorità D, che prevedono un’attesa entro 30 giorni: dal 67,6% di gennaio si scende al 40,3% di aprile. Più stabile, ma comunque in flessione, la fascia delle prestazioni differibili a 60 giorni, mentre le visite programmate (entro 120 giorni) passano dall’88,2% al 67,7%.

Un peggioramento che, secondo chi solleva la criticità, andrebbe letto alla luce di una situazione ancora più ampia e non completamente fotografata dai dati ufficiali. Tra le criticità segnalate figurano i pazienti inseriti in liste “di richiamo” senza appuntamento, le rinunce alle prenotazioni con conseguente ricorso al privato, le impegnative che scadono in attesa della fissazione della visita e le prestazioni non incluse nei sistemi di monitoraggio, come alcuni servizi specialistici per minori.

Il quadro è drammatico e non più sostenibile”, viene denunciato, con riferimento alla difficoltà crescente dei cittadini di accedere in tempi adeguati alle cure nel sistema pubblico.

Nel confronto politico, le opposizioni chiedono conto alla Giunta provinciale dell’andamento del sistema sanitario, contestando una progressiva perdita di efficienza e un aumento delle difficoltà di accesso alle prestazioni.