![]() Dubbi su omologazioni e approvazioni degli apparecchi. Nel capoluogo sotto osservazione i rilevatori della galleria di Martignano e di via Alto Adige. In gioco quasi un milione di euro l’anno Spegnere temporaneamente gli autovelox in attesa di chiarezza normativa. È l’ipotesi che inizia a prendere quota anche a Trento dopo la raffica di ricorsi accolti dai giudici contro le multe elevate attraverso i rilevatori di velocità presenti sul territorio comunale. Al centro della vicenda ci sono i dispositivi installati nella galleria di Martignano e lungo via Alto Adige, finiti nel mirino della magistratura onoraria per la questione, ormai annosa, della differenza tra “approvazione” e “omologazione” degli apparecchi. Una distinzione tecnica e giuridica che negli ultimi anni ha generato interpretazioni contrastanti, sentenze divergenti e una crescente incertezza normativa. L’ultimo episodio è rappresentato dalla sentenza del Tribunale di Trento che, in sede d’appello, ha confermato una decisione del giudice di pace dichiarando illegittima una sanzione rilevata dall’autovelox di Martignano. Un pronunciamento che si inserisce in una lunga serie di ricorsi favorevoli agli automobilisti e che ora spinge Palazzo Thun a riflettere sulla possibilità di sospendere temporaneamente le rilevazioni automatiche della velocità. Il nodo riguarda la validità degli apparecchi: secondo alcuni orientamenti giurisprudenziali, soltanto i dispositivi omologati sarebbero pienamente legittimati a elevare sanzioni. Per anni, però, approvazione e omologazione sono state considerate equivalenti dal Ministero dei Trasporti. Da qui il caos interpretativo che ha coinvolto amministrazioni locali, forze dell’ordine e tribunali. Nel frattempo diversi Comuni italiani hanno già scelto una linea prudenziale, disattivando gli autovelox in attesa di un chiarimento definitivo da parte del legislatore o del Ministero. Anche Trento starebbe valutando questa strada per evitare una nuova ondata di ricorsi e ulteriori spese legali. Il sindaco Franco Ianeselli, intervenuto sulla questione durante una trasferta istituzionale nella Repubblica Ceca, ha ammesso le difficoltà generate dall’attuale situazione: «Serve un quadro normativo chiaro — ha spiegato — perché questa incertezza mette in difficoltà amministrazioni e forze dell’ordine». Sul tavolo c’è anche un tema economico non secondario. Nel 2025 le infrazioni per eccesso di velocità rilevate dagli autovelox fissi e mobili del Comune sono state 14.432. Tradotto: circa un milione di euro di incassi potenziali derivanti dalle sanzioni. Complessivamente le multe legate al Codice della strada garantiscono ogni anno a Palazzo Thun oltre sei milioni di euro di entrate. |
Autovelox nel mirino, Trento valuta lo stop temporaneo: troppi ricorsi accolti dai giudici
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