Liste d’attesa, peggiorano pneumologia e ginecologia: fuori tempo quasi metà delle visite urgenti

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I dati dell’Apss mostrano criticità soprattutto per le visite specialistiche. Migliore invece la situazione in oncologia e ortopedia

Crescono le difficoltà nelle liste d’attesa della sanità trentina, soprattutto per alcune visite specialistiche come pneumologia e ginecologia. I dati dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari relativi ai mesi di marzo e aprile mostrano infatti un peggioramento rispetto all’inizio dell’anno, con numerose prestazioni fissate oltre i tempi massimi previsti dalle classi di priorità.

La situazione più critica riguarda la pneumologia. Per le visite urgenti, che dovrebbero essere garantite entro tre giorni, il 45,3% delle prenotazioni è andato oltre anche il limite di tolleranza dei cinque giorni. In termini concreti, si tratta di 21 appuntamenti fissati fuori tempo massimo, contro appena 10 visite rispettate nei tempi ordinari e 19 collocate entro la soglia dei cinque giorni.

Ancor più pesante il quadro delle visite classificate come “brevi”, che dovrebbero essere garantite entro dieci giorni: tra marzo e aprile il 61,2% delle prenotazioni è stato fissato oltre i tempi previsti. Solo il 31,8% è rientrato nei limiti, mentre una piccola quota è stata assegnata entro il margine di tolleranza.

I dati confermano una difficoltà strutturale già emersa nei mesi precedenti. Considerando l’intero 2025, soltanto il 61% delle visite pneumologiche urgenti ha rispettato le tempistiche, mentre per le visite brevi la percentuale scende al 12,7%.

Criticità analoghe emergono anche per la ginecologia. Negli ultimi due mesi il 58,1% delle visite brevi è stato fissato oltre i 15 giorni previsti, mentre il 10,1% delle visite urgenti ha superato la soglia massima dei cinque giorni. Anche in questo caso il confronto con l’inizio dell’anno mostra un peggioramento progressivo.

Più confortante invece la situazione per le visite oncologiche. Tra marzo e aprile oltre il 90% delle prime visite urgenti è stato garantito nei tempi previsti. Un dato che arriva mentre resta aperto il dibattito politico sulle conseguenze della chiusura degli interventi oncologici al San Camillo, tema sollevato nelle scorse settimane dal consigliere provinciale di Forza Italia Claudio Cia.

Risultati relativamente positivi anche per l’ortopedia: solo il 12,9% delle visite urgenti è stato fissato oltre i tempi massimi, mentre oltre la metà delle prenotazioni ha ottenuto l’appuntamento entro le scadenze previste.

Il quadro generale, però, evidenzia una pressione crescente sul sistema sanitario provinciale, soprattutto nelle specialità più richieste, dove il rispetto delle tempistiche continua a rappresentare una delle principali criticità percepite dai cittadini.