Sanità pubblica e appalti, la Cgil lancia la raccolta firme

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Due proposte di legge popolari per difendere il diritto alla salute e garantire più tutele ai lavoratori negli appalti e subappalti

Parte anche in Trentino la raccolta firme promossa dalla Cgil a sostegno di due proposte di legge di iniziativa popolare dedicate a sanità pubblica e tutela del lavoro negli appalti. L’obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare il Servizio sanitario nazionale e contrastare le forme di sfruttamento che si annidano nel sistema di appalti e subappalti, introducendo il principio secondo cui, a parità di mansioni, devono corrispondere uguali diritti e retribuzioni.

Da oggi sarà possibile sottoscrivere le proposte attraverso i banchetti organizzati sul territorio provinciale fino a settembre oppure online, utilizzando Spid o carta d’identità elettronica tramite il portale del Ministero della Giustizia.

Il primo intervento legislativo punta a rilanciare il diritto alla salute e a rafforzare la sanità pubblica. Un tema che, secondo la Cgil, riguarda da vicino anche il Trentino, nonostante l’autonomia finanziaria del sistema sanitario provinciale. “Anche il nostro territorio deve fare i conti con liste d’attesa sempre più lunghe, carenza di personale sanitario e aumento delle persone che rinunciano alle cure”, ha spiegato il segretario generale della Cgil del Trentino Andrea Grosselli, sottolineando come la raccolta firme rappresenti anche l’occasione per aprire un confronto sul futuro della sanità locale.

La proposta prevede che il finanziamento del Fondo sanitario nazionale non possa scendere sotto il 7,5% del Pil e chiede nuove assunzioni stabili per garantire servizi adeguati di prevenzione, assistenza e cura. Tra i punti centrali figurano inoltre l’eliminazione dei tetti di spesa sul personale sanitario, limiti più stringenti alle esternalizzazioni e il potenziamento della medicina territoriale, con una piena attuazione dell’assistenza prevista dal decreto ministeriale 77 del 2022.

Particolare attenzione viene riservata anche alla non autosufficienza, con richieste di maggiori investimenti per l’assistenza domiciliare e per le strutture dedicate ad anziani e persone fragili.

La seconda proposta di legge riguarda invece il mondo degli appalti e dei subappalti. La Cgil chiede che ai lavoratori impiegati nelle attività considerate centrali per l’azienda committente vengano garantite le stesse tutele economiche e normative dei dipendenti diretti, indipendentemente dal fatto che siano subordinati o autonomi.

Secondo il segretario organizzativo Maurizio Zabbeni, il testo vuole rafforzare la responsabilità delle aziende committenti, chiamate a verificare la congruità della manodopera impiegata e dei tempi di realizzazione dei lavori, anche per ridurre il rischio di incidenti e infortuni. Le imprese dovrebbero inoltre rispondere direttamente in caso di violazioni contrattuali o abusi all’interno della filiera degli appalti.

La proposta affronta anche il tema della sicurezza sul lavoro e del contrasto al lavoro nero, fenomeni che, secondo il sindacato, trovano terreno fertile soprattutto nella catena dei subappalti. Nei settori considerati più a rischio, viene chiesto persino il divieto di subappalto.

Infine, il testo punta a rafforzare i diritti di informazione e controllo dei lavoratori e dei loro rappresentanti nelle aziende committenti, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e tutela lungo tutta la filiera produttiva.