![]() Nel 2025 il sistema cooperativo conta più di 16 mila soci e investimenti per 694 milioni di euro. Bene anche il lattiero-caseario, mentre il vino risente del calo dei consumi e dei dazi americani La crisi internazionale non ferma la cooperazione agricola trentina che, nonostante le difficoltà di alcuni comparti, conferma stabilità economica e capacità di investire. Nel 2025 il settore ha raggiunto un fatturato complessivo di 1,429 miliardi di euro, con un patrimonio netto superiore ai 576 milioni e investimenti per 694 milioni. Ai soci conferitori sono stati riconosciuti oltre 525 milioni di euro. I dati sono stati presentati ieri durante il convegno del settore agricolo ospitato alla Pesarena Cooperazione di via Segantini. L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sulle candidature al rinnovo del consiglio di amministrazione di Federcoop, che sarà eletto nell’assemblea generale del 12 giugno. I candidati indicati sono Stefano Albasini, presidente di Contad, Lorenzo Libera, presidente Clavil, Luca Rigotti, presidente del Gruppo Mezzacorona, Ernesto Seppi, presidente di Melinda, e Michele Ronco, presidente de La Trentina. Ronco rappresenta il nuovo ingresso proposto dal settore agricolo, mentre gli altri quattro fanno già parte del consiglio uscente. Nel corso della giornata si è parlato anche delle prospettive future della cooperazione trentina e delle richieste da portare ai tavoli provinciali ed europei: dalla tutela del reddito degli agricoltori agli interventi per sostenere la crescita del comparto, favorire il ricambio generazionale e rafforzare la competitività delle cooperative. Ad aprire il confronto è stato il vicepresidente del settore Stefano Albasini, che ha sottolineato come la cooperazione agricola trentina continui a dimostrare capacità di tenuta e visione anche in un contesto internazionale segnato da forti instabilità. Albasini ha evidenziato inoltre il ruolo delle cooperative come presidio economico fondamentale per le vallate trentine e come modello di sviluppo sostenibile e strettamente legato al territorio. Ha poi ribadito la necessità di difendere e valorizzare l’agricoltura di montagna per garantire reddito ai produttori, qualità ai consumatori e prospettive future alle comunità locali. Il sistema cooperativo agricolo trentino riunisce 78 cooperative di primo grado, 15 cantine vinicole, 15 latterie casearie, due cooperative zootecniche e 18 cooperative di servizi. I soci conferitori sono 16.508, con quasi 3 mila addetti e oltre 53 mila ettari coltivati e a pascolo. A trainare il settore nell’ultimo anno sono stati soprattutto l’ortofrutta e il lattiero-caseario. L’ortofrutta ha registrato un fatturato di 609 milioni di euro, in calo del 5 per cento, ma con 285 milioni liquidati ai soci. Positivi anche i numeri del lattiero-caseario, che ha raggiunto 166 milioni di euro di fatturato e oltre 105 milioni riconosciuti ai conferitori. Più delicata invece la situazione del comparto vitivinicolo che, pur restando uno dei pilastri della cooperazione trentina con 558 milioni di euro di fatturato, ha risentito della frenata dei consumi e dei dazi statunitensi. Rimangono comunque incoraggianti alcuni indicatori, come il prezzo medio liquidato per le uve, salito dell’1,5 per cento fino a 133,9 euro al quintale. Al convegno hanno partecipato anche i candidati alla presidenza della Federazione Claudio Paolazzi e Roberto Simoni, insieme a Renato Dalpalù, che hanno illustrato i rispettivi programmi in vista dell’assemblea di giugno. |
Cooperazione agricola trentina, l’ortofrutta spinge il settore: fatturato oltre 1,4 miliardi
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