![]() Il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento ai microfoni di Radio Trentino24: “Occupazione alta e sistema solido, ora servono politiche shock per rilanciare le imprese” Un’economia che continua a reggere l’urto delle crisi internazionali, ma che guarda al futuro con prudenza. È il quadro delineato dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, intervenuto ai microfoni di Radio Trentino24 sui temi dello sviluppo economico, dell’innovazione e delle prospettive industriali del territorio. Secondo Spinelli, il sistema produttivo trentino mantiene “uno stato di salute buono”, nonostante le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi energetici e il rallentamento degli investimenti che stanno generando un clima di crescente incertezza. “Il lavoro tiene e l’occupazione resta elevata, anche quella femminile” – ha spiegato – “ma le imprese vivono una fase di prudenza che sta inevitabilmente rallentando i programmi di crescita”. Il vicepresidente individua proprio nell’incertezza il principale ostacolo alla ripresa economica: “Quando manca la fiducia, gli investimenti si fermano. Il risparmio privato esiste ed è consistente, ma oggi resta immobile”. Per questo la Provincia starebbe lavorando a nuove misure di sostegno, in particolare per le aziende colpite dal caro energia, con bandi e incentivi capaci di stimolare investimenti nel medio periodo. Spinelli ha inoltre sottolineato la necessità di una maggiore flessibilità europea sugli aiuti di Stato e sulle regole burocratiche, giudicate ancora troppo rigide per consentire alle imprese italiane di competere ad armi pari con altri sistemi economici. Ampio spazio anche al tema dell’innovazione, settore nel quale il Trentino rivendica risultati di primo piano. “La Commissione europea ci ha riconosciuto come primo territorio italiano per impatto delle politiche di ricerca e innovazione”, ha ricordato Spinelli, citando gli oltre 400 milioni di euro investiti annualmente in ricerca e sviluppo e i circa 5 mila addetti del comparto. Un primato costruito grazie al lavoro della Università di Trento, dei centri di ricerca e delle realtà territoriali impegnate nel trasferimento tecnologico. Proprio quest’ultimo, tuttavia, resta secondo Spinelli il nodo ancora da sciogliere: “La ricerca deve trasformarsi sempre più in innovazione concreta per le imprese”. Sul piano politico, il vicepresidente ha ribadito il proprio profilo “orgogliosamente tecnico”, pur riconoscendo l’importanza della politica come strumento di costruzione del bene collettivo. “La politica è nobile quando riesce a guardare lontano e a costruire prospettive per le future generazioni”, ha affermato, citando il lavoro della Provincia sul piano industriale e sulle strategie economiche al 2040. Infine, un passaggio sulla possibile quotazione in Borsa di Dolomiti Energia, tema che nelle ultime settimane ha alimentato il dibattito pubblico in Trentino. Spinelli si è detto tendenzialmente favorevole all’operazione, considerandola “una valorizzazione del percorso compiuto dal gruppo”. “La quotazione potrebbe consentire una crescita ulteriore e rendere Dolomiti Energia un player sempre più competitivo nel mercato nazionale dell’energia”. Pur riconoscendo la necessità di tutelare l’interesse pubblico e il legame con il territorio, il vicepresidente ha concluso ribadendo la propria convinzione: “La crescita fa sempre bene”. |
Achille Spinelli: “Il Trentino tiene, ma l’incertezza frena investimenti e crescita”
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