![]() Circa quaranta addetti di sala in protesta contro precarietà e stipendi bassi Le maschere degli spazi teatrali gestiti dal Centro culturale Santa Chiara di Trento si fermano. Sabato 23 maggio circa quaranta addetti di sala incroceranno le braccia per una giornata di sciopero, denunciando una situazione di crescente instabilità lavorativa, retribuzioni ridotte e presunte violazioni contrattuali che, secondo i lavoratori, non sono più accettabili. La protesta arriva in un momento simbolico, durante le giornate del Festival dell’Economia, evento in cui si discute anche di lavoro e futuro dei giovani. Proprio in questo contesto, i lavoratori segnalano condizioni economiche ritenute insoddisfacenti, con indennità contrattuali pari a 42 centesimi l’ora spesso non riconosciute e stipendi lordi poco sopra i 7 euro all’ora. A partire da domani e per tutta la durata del festival, è inoltre previsto un volantinaggio nel centro storico di Trento per sensibilizzare cittadini e visitatori sulla situazione del personale. L’iniziativa è promossa dalle sigle sindacali Slc Cgil e Uil Fp. Secondo quanto riferito dai sindacati, le criticità sarebbero aumentate nell’ultimo anno dopo l’affidamento del servizio a una nuova cooperativa, priva di una sede stabile e di referenti sul territorio. Da quel momento, sostengono i lavoratori, si sarebbe registrato un peggioramento delle condizioni contrattuali. Le differenze salariali riguarderebbero anche personale con mansioni identiche. Alcuni lavoratori a tempo indeterminato percepirebbero circa 7,14 euro lordi l’ora, mentre altri contratti a tempo determinato non vedrebbero riconosciuto il cosiddetto super minimo previsto dal contratto collettivo, fermandosi a circa 6,72 euro orari. Per le nuove assunzioni, inoltre, verrebbero applicate formule contrattuali più frammentate, con esclusione di alcuni diritti come ferie, permessi e malattia. Una situazione che, secondo i dipendenti, genera forti disparità e un generale abbassamento delle tutele. “Non è più sostenibile giustificare queste condizioni come semplice gavetta”, spiegano i lavoratori come riporta La Vita Trentina. I tentativi di dialogo con la direzione del Centro Santa Chiara non avrebbero finora portato a risultati concreti. Le richieste dei lavoratori riguardano l’uguaglianza di trattamento tra tutti gli addetti con le stesse mansioni, contratti più stabili, maggiore formazione in materia di sicurezza e antincendio, oltre alla fornitura delle divise previste. |
Trento, sciopero delle maschere al Centro Santa Chiara: stop al lavoro il 23 maggio
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