Da rifiuti tossici a finti prodotti “green”: smantellata una filiera illegale tra Italia e Nord Europa

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Nel mirino degli inquirenti tre società già messe sotto sigillo e diciannove persone indagate, di cui dodici arrestate per traffico illecito di rifiuti transnazionale e frode nell’esercizio del commercio e dodici arresti

Vendevano oggetti apparentemente innocui, talvolta “green”, ma che in realtà venivano realizzati con delle ceneri da piro-gassificazione, ovvero un materiale da considerare un “rifiuto” da smaltire in quanto è ad alto contenuto di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici – inquinanti organici) e diossine. Tra i prodotti messi in commercio c’erano bricchette per barbecue, ammendanti per terreni agricoli, mangimi per gli animali e additivi per calcestruzzo.

È questo il quadro emerso da un’indagine condotta negli ultimi quattro anni dai carabinieri in Trentino Alto Adige e che stamattina, 19 maggio 2026, si è conclusa con una maxi operazione coordinata dalle Procure di Trento e Bolzano ed eseguita dai militari di Trento, Bolzano e Treviso, del Terzo Nucleo Elicotteri di Bolzano e del Raggruppamento Operativo Speciale. Il blitz si è concluso con tre società messe sotto sigillo e diciannove persone indagate, di cui dodici arrestate, per i reati di traffico illecito di rifiuti transnazionale e frode nell’esercizio del commercio.

Tra gli indagati, anche alcuni dirigenti e funzionari dell’Agenzia Provinciale per l’Ambiente di Bolzano che, secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, avrebbero omesso di effettuare i controlli necessari sugli impianti e sulla corretta applicazione delle normative sui rifiuti. Avrebbero inoltre trasformato su carta il rifiuto tossico in “sottoprodotto”, agevolando così i titolari delle aziende al centro delle indagini. Quest’attività, che ha coinvolto anche ditte con sede in Austria, Germania e Croazia, ha fruttato centinaia di migliaia di euro considerando anche il mancato costo del corretto smaltimento delle ceneri, la vendita dei prodotti considerati “di pregio” e l’ottenimento di quote di Co2 da immettere sul mercato.